San Giuseppe, 08 Ottobre 2017

 

 

Domenica XXVII del T.O.

 

C‘era un padrone che piantò una vigna, l’affidò a vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi, ma quei vignaioli li presero e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono… da ultimo mandò il proprio figlio, ma presolo lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero“  (Mt.21,33-43)

 

Il tema fondamentale della parabola di Oggi è l’amore di Dio per il suo popolo che contrariamente gli mostra tradimento e infedeltà.

Il rapporto tra Dio e il popolo di Israele viene associato ad un matrimonio, immagine ripresa in tutto il Nuovo Testamento.

Quella sera l’insegnante di morale iniziò la lezione chiedendo cosa avremmo fatto una volta scoperto il tradimento coniugale…

Mi venne in mente Celentano che dice in una sua canzone.. “ma se tradisci non perdono…”

Sono passati molti anni e ci sto ancora pensando, non è una risposta facile lo sappiamo. L’amore per due giovani è ricerca di senso per la vita e l’infedeltà non è verso una parola data, verso un passato, verso un contratto, ma verso una persona.

E mi viene in mente la Parola di Dio che sempre illumina, terribile a volte, spessissimo contraria al nostro pensare mai banale e che come nessuna altra riesce a colpirti nel più profondo dell’anima: dice il profeta Osea tradito : “Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nella solitudine e parlerò al suo cuore (Os 2,16).

E’ la storia del nostro Dio che nonostante tutto, continua ad amare Israele, la sua sposa, continua a rimanere fedele: non abbandonerà al suo destino la sposa infedele, ma, mosso a compassione (è un capovolgimento), progetta di sedurla nuovamente, di riconquistarne il cuore.

BUONA DOMENICA