Gli conducono una donna sorpresa in adulterio. (Gv. 8,1-11)

 I farisei e gli anziani del tempo di Gesù e, come alcune culture se non proprio religioni ancora oggi, chiedono giustizia: “Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa”. Siamo di fronte alla legalità rigida di una religiosità che non conosce la misericordia e le superiori esigenze dell’amore. Ora Gesù non dice che l’adulterio non è un peccato o che è cosa da poco. Gesù che perdona “Neanch’io ti condanno” ci dimostra però che esiste in lui una giustizia diversa: la misericordia, il perdono, che col battesimo diventa nostro impegno per la vita e la misura della nostra fede. Perdonare è recuperare una vita a partire dalla tua, è salvare dei valori è una filosofia del vivere è la fatica di fare la verità; solo i coraggiosi sanno perdonare, un vigliacco non perdona mai non è nella sua natura E anche al di là del religioso amare i nemici o settanta volte sette, il perdono può essere la salvezza, qui sulla terra, anche per coloro che non hanno la fede.

Buona Domenica