Domenica XVIII T.O. Anno C

il ladro ..”  (Lc.12,49-57)

Non ce ne siamo nemmeno accorti che qualcuno ci ha rubato il Vangelo, il senso pieno del vivere. Si nasce si vive e si muore senza essere stati uomini, senza aver realizzato l’umano per cui siamo qui. “Non è di molte case che abbiamo bisogno, ma di un focolare domestico, non abbiamo bisogno di molti medici, ma della salute…”, si rincorre il denaro e il successo il benessere, il prima noi come unica fonte di felicità, ma è un culto idolatrico a un dio che non è il Dio autentico perché fatto ad immagine e somiglianza dell’uomo. Gesù ci ha insegnato il “come essere uomini” come la mia umanità serva all’umanità. Il linguaggio umano parla di inclusione di prossimo di accoglienza, parla di amore e “Non esiste povertà peggiore che non avere amore da dare.” (Madre Teresa di Calcutta)

Il Vangelo rimane ancora l’avvenire per l’umanità, ma occorre separarlo dalle raffinate letture e traduzioni troppo accomodanti e compatibili con la sapienza umana, e per questo oggi afono, e ritornare al suo vero orizzonte di senso, il suo significato profondo di scandalo e di follia.

Buona domenica.  

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