Domenica XIX T.O. Anno C

Non sono venuto a portare la pace, ma la spada…” 

(Lc.12,51-53)  e  (Mt.10,34-36)

Nel leggere i Vangeli ogni tanto incontriamo una spada e non tutte sono simboliche come oggi. La venuta di Cristo è un evento che crea uno stato di “guerra” spirituale, in quanto obbliga, o meglio dovrebbe obbligare, ciascuno a prendere una decisione nei suoi confronti e l’adesione a Cristo può produrre contrasti e opposizioni anche dagli stessi famigliari.

Quando Gesù nacque “..il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui” (Mt.2,1) poi Erode per paura del nuovo re fece la strage degli innocenti; per lungo tempo gli imperatori romani e nei secoli molti altri  ebbero paura del pensiero cristiano e perseguitarono i cristiani. Oggi nessun politico nel nostro mondo occidentale prende una spada, non trema più nessuno per il Natale di Gesù, per il pensiero cristiano la spada di Gesù.

L’autore della Lettera agli Ebrei spiega perché la Parola di Dio è collegata ad una spada: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebrei 4, 12)

La spada è sempre la stessa, il Vangelo è sempre scandalo e follia, non è cambiato Cristo, sono cambiati i popoli cristiani.

Buona domenica.