Pasqua = passaggio.

Fa uscire dall’Egitto il mio popolo”  (Es.3,1-8°)

La prima Pasqua si perde nella notte dei tempi in un rito che le tribù nomadi del Medio Oriente celebravano all’inizio della primavera; è il momento della trasumanza, passaggio dai pascoli invernali a quelli estivi e si mangiava un agnello per rinsaldare i vincoli del clan.

Col passaggio dalla terra d’Egitto questo rito fu elevato ad istituzione divina diventa il “memoriale” quale intervento divino nella salvezza del suo popolo, Dio passa sopra le case degli ebrei segnate dal sangue dell’agnello e le risparmia mentre colpisce le case degli egiziani.

Passaggio anche del popolo ebreo attraverso il mar Rosso, dall’Egitto alla terra promessa; dalla schiavitù dei vizi alla libertà della legge di Dio, della virtù.

Ultimo passaggio è la Pasqua del Signore, è lui l’agnello pasquale e con l’Eucarestia istituisce il nuovo memoriale per tutta l’umanità nel passaggio dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio.    

Buona Domenica