Domenica XXI T.O.  anno C    (Lc.13,22-30)

Un tale gli chiese: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”

Il relativismo morale oggi imperante del “chi me lo fa fare”, del farsi portare qua e là dal vento del disimpegno, è il non far nulla sbandierato per garanzia di tolleranza, ma la tolleranza è una bella parola per l’indifferenza.

“Così la persona che pone la tolleranza come l’unica e più alta virtù, alla fine è incapace di tollerare qualcuno o qualsiasi cosa o qualsiasi legge che limiti o definisca qualcosa perché limitare o definire qualsiasi comportamento o qualsiasi tipo di persona è percepita come una forma di intolleranza.” (Benedetto XVI)

Siamo alle porte della dissoluzione dei valori.

Il mondo dell’etere ci sta cambiando? “Viviamo il tempo di Internet che sta permutando il cervello e la mente dell’uomo che, in virtù della sua plasticità, perde la razionalità e l’affettività, mettendo al loro posto una logica binaria dello “yes or not”.” (Vittorino Andreoli)

Diceva il Papa emerito Benedetto XVI: “non possiamo dire rubare è umano” come oggi non possiamo dire “non ho né doveri né colpe verso chi muore in mare, non ho detto io ai migranti di venire da noi”.

La vera razionalità non è garantita dal consenso di un gran numero, e le leggi morali non sono formulate da maggioranze, ma solo dalla trasparenza della ragione umana.

San Paolo già ci ammoniva quando a Timoteo esortandolo ad annunziare la Parola diceva: “Verranno giorni che non si sopporterà la vera dottrina.” (2Tm.4,2-3)

Ma possiamo seguire un’illusione di verità perché facile?!

Buona Domenica