La parabola del Figlio prodigo.

(Lc. 15,1-3.11-32)

Questa domenica parliamo di perdono, che Paolo chiama charìzomai che si riferisce alla charis (grazia) e da cui risuona la nostra parola carezza; un perdono, qualsiasi perdono quindi come una carezza di Dio verso di noi.

Perdono di Dio che poi diventa compito affidato a noi, e come non pensare alla prime parole di Gesù sulla croce: ”Padre perdona loro…” Il perdono è sempre recuperare una vita a partire dalla tua, è salvare dei valori; è per te vivere senza tormento o rancori o remore, perdono è vita, è la fatica di fare la verità: solo i coraggiosi sanno perdonare, un vigliacco non perdona mai non è nella sua natura. Per noi cristiani che del perdono e dell’amore abbiamo il primo impegno di vita il perdono ha un peso e una valenza particolare, diventa la prova della nostra fede, ma anche al di là del religioso amare i nemici o settanta volte sette, il perdono può essere la salvezza, qui sulla terra, anche per coloro che non hanno la fede. Buona Domenica