Venerdì Santo 2019   “Sono forse io, Signore?”

“Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: “In verità vi dico, uno di voi, mi tradirà”. Allora, i dodici, cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l’altro: Sono forse io, Signore?”.  (Mc.14,18)

Sconcertante è il “sono forse io?” che ha scosso la prima Chiesa. Se la parola della Bibbia è allegoria anche il tradimento di Giuda dobbiamo interpretarlo, non quindi come appare, una sovrumana cattiveria, bensì come un qualcosa che tutti possiamo fare: “Sono forse io Signore?”.

Anche noi siamo con Gesù, a cena, ma nello spezzare il pane siamo ancora con lui? Non c’è difficoltà a stare dalla parte di Dio, finché pare che Lui stia dalla tua…ma la verità di Dio passa attraverso la negazione delle tue aspirazioni di autosufficienza o di potenza.

La nostra vita, oggi più che mai, vive fuori di questa umiltà. “Sono forse io?” è allora una domanda che tutti dobbiamo porci, mai accusarci a vicenda, ma dobbiamo interrogarci di fronte a Dio. Nel Vangelo di Marco non c’è il nome del traditore, perché forse non c’è o forse perché nessuno aveva tentato di fermarlo e avevano tradito Giuda, prima di Gesù, o perché tutti lo siamo.

Già nella Genesi il Signore visto il nostro tradimento ci voleva sterminare, ma Mosè gli ricorda che Lui è un Dio fedele e mantiene le sue promesse. Per questo siamo salvi perché  “Dio”  è fedele e proprio nella notte in cui fu tradito ”prese il pane lo spezzò e lo diede a tutti; si donò per tutti”.

E’ ancora Quaresima, con animo sincero rinunciamo ai nostri alibi, ai compromessi di coscienza, alle buone ragioni, per dire al Signore con le parole di Pietro: Signore tu lo sai che ti amo.”  (Gv.21,15)