Commento domenicale 01/02/2026

Pubblicato da Edoardo Amadio il

01/02/2026  IV Domenica  T.O.  anno A

“La via per incamminarci su questa strada dell’ecumenismo eucaristico è la via del riconoscimento reciproco, la via cristiana dell’agápe, cioè della condivisione.

Non si tratta di passar sopra alle divergenze reali, o di venir meno in qualcosa all’autentica dottrina cattolica. Si tratta piuttosto di mettere insieme gli aspetti positivi e i valori autentici che ci sono in ognuna delle tre grandi tradizioni cristiane, in modo da costituire una “massa” di verità comune che cominci ad attirarci verso l’unità.” (Raniero Cantalamessa, Quarta predica Quaresima 2022)

Tema interessante e non certo facile, è studiare la teologia delle differenze tra cattolici e protestanti sull’eucarestia. Al di là di quello che noi cattolici abbiamo sempre detto sul concetto dell’eucarestia dei protestanti, “l’eucarestia è un simbolo di Cristo non presenza reale” (pensiero di John Wycliff teologo inglese condannato dal concilio di Costanza): il loro credo sull’eucarestia, pur nella diversità da quello cattolico, è profondo, argomentato, difficile, come il passo sotto indicato di Calvino, che non si riferiva al sacramento (il pane ed il vino), ma alla fede che opera nell’eucarestia:

“Nel definirsi pane di vita. il Signore ha voluto non solo attestare che la nostra salvezza consiste in una fiducia nella sua morte e nella sua risurrezione, ma che in virtù della reale comunione che abbiamo con lui, la sua vita viene trasferita in noi e diventa nostra, così come il pane di cui ci cibiamo dà vigore al nostro corpo.” E ancora “Noi dobbiamo partecipare veramente al corpo e al sangue del Signore per sentire in noi stessi il frutto e la virtù della sua morte.” (Giovanni Calvino citato da Enrico Mazza “La Celebrazione Eucaristica – EDB 2020 pag.237-238)

Leggiamo ancora da Enrico Mazza:

“Per Lutero il fatto capitale sta nella reale presenza di Cristo nell’eucarestia, non nella teoria con la quale si spiega questa presenza. La teoria luterana sulla presenza reale la “consustanziazione” (la teoria cattolica è invece la “transustanziazione”) incontra la vivace opposizione degli altri riformatori. Alla obiezione di Zwingli che Cristo è seduto alla destra del Padre e che, di conseguenza, non può essere “presente” nell’eucarestia, Lutero risponde che la “destra del Padre” non va intesa come luogo, ma come un modo per designare  la sfera di influenza di Dio e di governo di Dio, di conseguenza il Cristo in quanto alla “destra del Padre”, è presente ovunque, perché la potenza del Padre si estende in ogni luogo ed è presente ovunque. (vedi sopra Enrico Mazza, idem pag. 234)

Buona domenica

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