Commento domenicale 02/08/2026

Pubblicato da Edoardo Amadio il

02/08/2026   DOMENICA  XVIII  T.O. anno A   

Entrare nel silenzio di una chiesa è entrare nel mistero  della presenza di Dio. Dio, Spirito infinito, non è costretto a stare in un tempio, quel perimetro sacro e  consacrato, quasi fosse costretto in una presenza  magica. Eppure lo puoi incontrare soprattutto in una chiesa. Per questo Salomone prega: “Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo…” (1Re 8,30)

Appena entrati in una chiesa è tutto un po’ in penombra, ma dopo un po’ le cose si fanno più chiare e lo sguardo si posa sull’altare e sulla croce.

Entrare in una chiesa è come iniziare l’avventura della lettura del Vangelo, all’inizio sembrano parole come altre, ma una volta completato il percorso, fino alla croce, dal cuore spontanea esce la professione di fede:  “Veramente quest’uomo era figlio di Dio.” (Mc 15,39)

Nel silenzio di una chiesa il Signore si rende presente, se il cuore è disponibile, e puoi percepire il “soffio di silenzio sottile” (1Re 19) che ti dice che il Signore che non vedi, è accanto a te.

L’uomo è sempre alla ricerca della verità del proprio essere, del senso della sua vita, e del significato dei suoi limiti. Occorre fare un po’ di vuoto e silenzio attorno a sé, per entrare in contatto con le sorgenti più profonde del proprio io, per ritrovare il dialogo con l’infinito: il rapporto col totalmente altro che è Dio stesso.

Al deserto dei suoni, delle immagini e delle parole della nostra vita quotidiana, per un momento, opponiamo un’oasi di  silenzio e fermiamoci ad ascoltare il sussurro che viene dalla presenza del mistero divino.

Entriamo in una chiesa.

Buona domenica

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