Commento domenicale 03/05/2026

Pubblicato da Edoardo Amadio il

03/05/2026   V  Domenica  di Pasqua  anno A

Il diacono permanente nella Chiesa Cattolica è un ministro “ordinato” e quindi fa parte del clero. I diaconi devono il loro nome da “diaconia” che significa servizio. 

Possono essere sia celibi che coniugati (se celibi però una volta ordinati diaconi non possono sposarsi) e vengono ordinati dal Vescovo, dopo un prolungato periodo di formazione umana e spirituale e di adeguata preparazione teologica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Vicenza. Solo il Vescovo impone le mani, per evidenziare lo stretto rapporto che c’è tra diacono e vescovo.

Nel discernimento per gli uomini sposati è indispensabile il consenso pubblico della sposa. Nella liturgia il diacono indossa la stola “di traverso” è la dalmatica. Il suo compito principale è quello di proclamare il Vangelo e distribuire la Comunione durante la Messa e di coadiuvre i presbiteri nell’opera di evangelizzazione.

Il diacono amministra poi il Battesimo, benedice il Matrimonio, preside le esequie (nel caso non sia prevista la celebrazione eucaristica). Inoltre il diacono è un «dispensatore della carità», come lo definiscono i vescovi italiani. Nelle comunità i diaconi animano il servizio della carità: non è un caso che in molte Chiese locali siano direttori delle Caritas diocesane.

Buona domenica

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