Commento domenicale 08/03/2020

Pubblicato da Edoardo Amadio il

DOMENICA  II  di QUARESIMA -anno A-

 “..Gesù …il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.”  (Mt. 17,1-9)

La luce nella tradizione biblica è per eccellenza un simbolo divino, come lo è in tutte le religioni.

O Luce etterna che sola in te sidi”  (Dante Par.XXXIII, 124)

La luce raffigura in modo esemplare la trascendenza e l’immanenza divina, cioè la distanza, l’alterità, la superiorità di Dio e nello stesso tempo la sua vicinanza, la sua presenza, il suo essere con noi.

La luce (Dio) è tutto intorno a noi, ci percorre, ci avvolge e passa oltre e non può essere afferrata eppure ci specifica, ci rivela, ci riscalda.

Il primo atto della creazione fu separare la luce dalle tenebre: Dio che si rivela, ed il vuoto del deserto, del vento, della tenebra, dell’oceano-abisso.. ora il nulla è squarciato ed ecco la luce sovrana su tutto.

Con Gesù la luce, Dio, diventa “Grazia” e si parla di Gesù come di “irradiazione della gloria” ed è sempre Paolo che ci dà l’infinita nuova immagine di Dio della carità-amore che non finisce mai e che nella persona di Cristo diventa tutto in tutti.

Buona Domenica,   

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