Commento domenicale 09/08/2026
09/08/2026 DOMENICA XVIII T.O. anno A
“Date loro voi stessi da mangiare.. e, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti ne mangiarono a sazietà.” (Mt 14, 13-21)
Di seguito una interpretazione e riflessione diversa dal significato storico, esegetico, del brano di Matteo.
Il Signore nell’eucarestia ha donato se stesso, si è fatto pane per noi perché possiamo entrare in comunione con lui e partecipare alla sua stessa vita divina.
Certamente quel giorno Gesù non pensava all’Eucarestia, ma nella sua spiritualità ne anticipava già il suo significato più profondo. Egli forse desiderava che gli apostoli comprendessero che vero nutrimento è anche la Parola di Dio, quella che avrebbero annunciato con la predicazione e testimoniata con la vita; date voi stessi da mangiare, date il Vangelo vivo che siete.
Il tanto il poco il niente di ognuno diventerebbe il molto per ciascuno e se ne avanzerebbe anche.
“Non abbiamo che cinque pani e due pesci”, forse il Signore sorrise quel giorno e nella sua mente pensava: “Lo so, lo so che da soli non potete nulla, ma io sono con voi quando vivete il Vangelo e lo annunciate.” La povertà dei discepoli diventa così il luogo in cui si manifesta la forza di Dio.
In fondo anche quello che continua a fare oggi la Chiesa è una moltiplicazione dei pani: offre il pane della Parola e il Pane eucaristico.
Gesù insegna anche che si può donare la propria vita nel “servire” gli altri e lo insegnerà durante l’ultima cena quando tolte le vesti, mise un asciugamano in vita, versò l’acqua in un catino e lavò i piedi a tutti i discepoli.
Servire condividere, donarsi, è sempre un dare la propria vita, “voi stessi”, agli altri, e questo pane è ciò che ogni cristiano è chiamato ad offrire.
Buona domenica
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