“Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti
quelli che erano con lui per la pesca (miracolosa) che avevano fatto.”
Pienezza
di libertà è provare stupore difronte l’ignoto, esperienza della pura e forte
alterità oltre le cose, stupore nel provare meraviglia
di sapere di non poter possedere l’altro o meglio il totalmente altro che è Dio
stesso.
Meraviglia è, dunque, sapere di avere a che fare con l’ignoto
indeducibile e irriducibile alla nostra presa, stupore è l’esperienza l’inquietudine
dell’ignoto inafferrabile, è riconoscere che nulla nessuna conoscenza risolve
in sé gli abissi divini ed è quanto la fede chiede alla ragione di rispettare.
Questo “altro” il credente lo vive non soltanto nella forma di un ascolto, atteggiamento intellettuale, ma anche nella preghiera, esperienza “mistica”, perché data dall’alto, alla presenza dell’Altro che viene a noi nella fede. Stupore è stare su quella soglia, dove timore e tremore si uniscono a meraviglia e stupore.
“Signore sei veramente un Dio nascosto.” (Is.45,15)
15/02/2026 VI DOMENICA T.O. anno A “Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua; là dove vuoi tendi la tua mano.” (Sir 15,16) Questo versetto, della prima lettura di oggi, esprime con immagini semplici e Leggi tutto
08/02/2026 V Domenica T.O. anno A Domenica scorsa 1 febbraio 2026 la Chiesa italiana ha celebrato la 48ª Giornata per la Vita, IIana Kantorowicz Shalem è nata nel marzo 1945 nel campo di concentramento nazista di Leggi tutto
01/02/2026 IV Domenica T.O. anno A Settimana per l’unità dei cristiani. (18/01-25/01/2026) “La via per incamminarci su questa strada dell’ecumenismo eucaristico è la via del riconoscimento reciproco, la via cristiana dell’agápe, cioè della condivisione. Non si Leggi tutto
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Commento domenicale 10/02/2019
Pubblicato da Edoardo Amadio il
Dal Vangelo secondo Luca. (5,1-11)
“Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui per la pesca (miracolosa) che avevano fatto.”
Pienezza di libertà è provare stupore difronte l’ignoto, esperienza della pura e forte alterità oltre le cose, stupore nel provare meraviglia di sapere di non poter possedere l’altro o meglio il totalmente altro che è Dio stesso.
Meraviglia è, dunque, sapere di avere a che fare con l’ignoto indeducibile e irriducibile alla nostra presa, stupore è l’esperienza l’inquietudine dell’ignoto inafferrabile, è riconoscere che nulla nessuna conoscenza risolve in sé gli abissi divini ed è quanto la fede chiede alla ragione di rispettare.
Questo “altro” il credente lo vive non soltanto nella forma di un ascolto, atteggiamento intellettuale, ma anche nella preghiera, esperienza “mistica”, perché data dall’alto, alla presenza dell’Altro che viene a noi nella fede. Stupore è stare su quella soglia, dove timore e tremore si uniscono a meraviglia e stupore.
“Signore sei veramente un Dio nascosto.” (Is.45,15)
Buona Domenica
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