Commento domenicale 10/05/2026
10/05/2026 VI Domenica dopo Pasqua anno A
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità ..” (Gv 14,15-21)
Oggi le strutture della Chiesa si indeboliscono; si va verso un mondo senza sacerdoti?
Dobbiamo tener viva la fede, dobbiamo noi stessi saper parlare, pregare, trasmettere fede e speranza.
Si racconta che un prete chiamato dopo un grave incidente abbia voluto dare a quel poveretto “l’estrema unzione”, come una volta si diceva e si usava dare in pericolo di vita, e non avendo con sé il “Crisma” l’olio santo, abbia usato, per ungerlo, un po’ di olio trovato lì.
Non so se è vero, ma per il commento di oggi non ha importanza.
Dove non arriva il rito, il reale, se manca il sacramento, scende lo stesso la grazia, il perdono? Quanto siamo legati alle cose, al sacro, ai gesti e alla persona del prete? Quanto vale una benedizione di un papà?
Sentivo una sera a Teologia in un commento sulla confessione che se sei in grave difficoltà, come in pericolo di vita, anche se non c’è il prete e nemmeno una persona che ti possa ascoltare, sussurra lo stesso i tuoi peccati al vento, alle pietre .. al cavallo; è straordinario il solo pensare che lo Spirito del Signore è lì ad ascoltarti, a perdonarti, a prenderti per mano se occorre. E’ quasi una preghiera primitiva, immensa, e il Signore ascolta il grido sincero dell’uomo che lo cerca. Per noi é il Vangelo che continua a respirare nel mondo, che ci chiede di diventare noi stessi un po’ più custodi gli uni degli altri.
Buona domenica
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