“Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, figlio di Dio….” (Mc. 1, 1-8.)
Le parole “Figlio di Dio” rivolte a Gesù evidentemente sono state aggiunte al testo originario. Il Termine “Figlio di Dio” nella letteratura ebraica ha molteplici significati. Quando noi diciamo Gesù Figlio di Dio intendiamo una cosa molto specifica, venendo da 2000 anni di Cristianesimo, sappiamo che Gesù lo è in senso naturale, generato non creato della stessa sostanza del Padre, prima di tutti i secoli (lo diciamo nel Credo) ma nel gergo ebraico non vuol dire questo, ma persona che rappresenta Dio. Nel senso tecnico, nell’ebraismo figlio di Dio è il re, luogotenente di Dio sulla terra. Il passaggio dal senso comune al senso proprio di Figlio di Dio è un’acquisizione della Fede cristiana “Chiunque crede che Gesù è il Cristo è nato da Dio” (1Gv 5,1) dato che per gli ebrei era inconcepibile che Dio puro spirito avesse un figlio naturale. Gli ebrei che sono diventati cristiani hanno messo almeno 100 anni a comprendere questa cosa. Quando Caifa interroga Gesù chiedendogli se è il Figlio di Dio non intendeva quello che intendiamo noi, ma piuttosto se era lui il Messia. La domanda di Caifa non riguardava la sua divinità, la risposta di Gesù sì, ed è per questo che urlano “Ha bestemmiato!”.
Il concetto tutto teologico di Figlio di Dio non fu chiaro neanche secoli dopo dato che ci sono voluti concili ecumenici (Costantinopoli, Nicea etcc.) per spiegare che in Dio ci sono tre persone.
24/05/2026 Domenica di Pentecoste Anno A (Quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura, Dio stesso parla al suo popolo e Cristo, presente nella sua parola, annunzia il Vangelo, OGMR 29) Due minuti di rito Leggi tutto
17/05/2026 ASCENSIONE del Signore Anno A Due minuti di rito e liturgia. Alla Messa si ascolta il Vangelo, all’ambone il sacerdote termina la lettura con l’acclamazione “Parola del Signore”, alla quale tutti rispondono, “Lode a Leggi tutto
10/05/2026 VI Domenica dopo Pasqua anno A In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché Leggi tutto
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Commento domenicale 10/12/2017
Pubblicato da emme il
San Giuseppe, 10 Dicembre 2017
Domenica II di Avvento anno B
“Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, figlio di Dio….” (Mc. 1, 1-8.)
Le parole “Figlio di Dio” rivolte a Gesù evidentemente sono state aggiunte al testo originario. Il Termine “Figlio di Dio” nella letteratura ebraica ha molteplici significati. Quando noi diciamo Gesù Figlio di Dio intendiamo una cosa molto specifica, venendo da 2000 anni di Cristianesimo, sappiamo che Gesù lo è in senso naturale, generato non creato della stessa sostanza del Padre, prima di tutti i secoli (lo diciamo nel Credo) ma nel gergo ebraico non vuol dire questo, ma persona che rappresenta Dio. Nel senso tecnico, nell’ebraismo figlio di Dio è il re, luogotenente di Dio sulla terra. Il passaggio dal senso comune al senso proprio di Figlio di Dio è un’acquisizione della Fede cristiana “Chiunque crede che Gesù è il Cristo è nato da Dio” (1Gv 5,1) dato che per gli ebrei era inconcepibile che Dio puro spirito avesse un figlio naturale. Gli ebrei che sono diventati cristiani hanno messo almeno 100 anni a comprendere questa cosa. Quando Caifa interroga Gesù chiedendogli se è il Figlio di Dio non intendeva quello che intendiamo noi, ma piuttosto se era lui il Messia. La domanda di Caifa non riguardava la sua divinità, la risposta di Gesù sì, ed è per questo che urlano “Ha bestemmiato!”.
Il concetto tutto teologico di Figlio di Dio non fu chiaro neanche secoli dopo dato che ci sono voluti concili ecumenici (Costantinopoli, Nicea etcc.) per spiegare che in Dio ci sono tre persone.
Buona Domenica
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