Commento domenicale 11/01/2026

Pubblicato da Edoardo Amadio il

11/01/2026   BATTESIMO DEL SIGNORE    anno A

Gesù, di ritorno dal Giordano dopo essere stato battezzato, nella sinagoga di Nazareth applicò a se stesso le parole di Isaia: “Lo spirito del Signore è sopra di me; mi ha consacrato con l’unzione..” (Is 61), sono le stesse parole che usa Pietro  nella seconda lettura “come Dio consacrò in Spirito Santo Gesù di Nazareth”, parlando del Battesimo di Gesù. Gesù, il Messia, significa per l’ebreo proprio questo: Unto. I cristiani, dicevano i Padri della Chiesa, si chiamavano così perché “unti” (nel battesimo) ad imitazione di Cristo, il Messia, l’Unto.  

Nell’antichità l’unzione riguardava gli atleti per essere forti e agili nelle gare, si ungevano di oli profumati anche i ricchi. In Israele l’unzione aveva in più un significato religioso, si ungevano i re, i sacerdoti ed i profeti, con un unguento profumato come segno che erano consacrati ad un servizio divino.

Oggi nella Chiesa si usa il “Crisma”, olio profumato, per l’unzione nel battesimo, nella cresima, nella consacrazione dei sacerdoti. Un modo per partecipare all’unzione di Cristo, ma non abbiamo la grazia sacramentale per merito dell’acqua o dell’olio profumato, per la loro “potenza” in sé, il Sacramento si ha sempre per opera della fede che trasforma la realtà naturale (l’acqua) in presenza e azione salvifica di Dio. Nel Battesimo è la fede della Chiesa: senza fede abbiamo solo cerimonie e non sacramenti.

E mi piace pensare all’Eucarestia a quell’AMEN detto all’affermazione del ministro “Corpo di Cristo” e noi con le mani a formare un trono o una culla per accoglierlo degnamente.   

Buona domenica

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