Commento domenicale 13/12/2020

Pubblicato da Edoardo Amadio il

III Domenica di Avvento anno B

“Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: “Tu chi sei?” Egli confessò e non negò. Confessò: IO NON SONO il Cristo”.  (Gv.1,6-19-28) 

Giovanni Battista non pronuncia mai la frase affermativa che contiene l’espressione “Io sono”, perché questa spetta a Gesù come autorivelazione. Sarà Gesù, a cominciare dal suo dialogo con la donna samaritana (cf. Gv 4,26), ad affermare a più riprese: “Io sono”, fino a rivelare con questa espressione la sua qualità divina, l’autorivelazione di Dio. Gesù in molte occasioni dirà IO SONO, queste sono tratte dal Vangelo di Giovanni:

  • “Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che IO SONO, ”
  • “Gesù dunque disse loro: “Quando avrete innalzato il figlio dell’uomo, allora conoscerete che IO SONO,”
  • Gesù disse loro: “In verità, in verità io vi dico: “Prima che Abramo fosse nato, IO SONO”

 e per un ebreo che viveva del religioso ogni istante della propria vita quelle parole di Gesù risuonavano nella mente come in l’Esodo 3,14 quando Dio si rivela a Mosè: “Io sono colui che sono”, con tutte le implicazioni teologiche e mistiche della tradizione ebraica. Anche a Caifa, alla domanda: “Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio?”, da cui dipendeva il suo destino, Gesù rispose in modo molto semplice e chiaro: “Io lo sono”. (Mc. 14,62) e continuerà dichiarando la sua divinità dicendo “E vedrete il figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo”.

Giovanni Battista invece dice: “Io non sono”. Egli ha infatti il compito di indicare non se stesso ma solo Gesù. Per questo dirà: “è lui il Figlio di Dio” (Gv 1,34). Insomma, Giovanni non è il Messia, non è l’adempimento delle promesse sull’Unto figlio di David.

Buona domenica

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