Commento domenicale 14/02/2021

Pubblicato da Edoardo Amadio il

Domenica  V – T.O.B

Oggi commentiamo il metodo di procedere di Mancuso, nella sua tesi su Gesù, autore richiamato da Don Stefano nell’omelia di domenica 24 Gennaio (che possiamo leggere qui, come ogni sua omelia domenicale, nella pagina “LA PAROLA DEL PARROCO”).

Tesi di Mancuso è che Gesù pensava di essere nell’imminenza della fine del mondo, che il “regno di Dio” stava per arrivare e un mondo nuovo di giustizia e verità si sarebbe realizzato da lì a poco ed era tutta l’attesa del popolo ebraico dai tempi di Antioco IV Epifane (216-164 a.c.), attesa messianica che porterà alle due rivolte giudaiche, e con loro, alla definitiva shoah, alla distruzione di Gerusalemme e di Israele.  Per Mancuso la morale e la dottrina di Gesù, espressione della sua persona, quello che chiama Gesuanesimo, erano pensate e formulate in funzione del mondo che stava per finire; aspetto questo diverso dal “cristianesimo” religioso ed ecclesiastico voluto e costruito per lo più da San Paolo. A sostegno della sua tesi Mancuso cita diversi passi sia dei Vangeli che delle lettere di San Paolo, e se ne possono citare molti altri. Ci sono tuttavia, prima di appellarsi alla traduzione letterale dei versetti, alcune difficoltà da mettere in conto. Gesù non ha scritto nulla e i primi scritti vedono la luce oltre vent’anni dopo gli avvenimenti. Gli scritti inoltre non riportano semplicemente dei fatti e racconti, nel modo storico come intendiamo noi, ma sono stati scritti affinché “ ..tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto”(Lc.1,4), é il prisma della fede. Per ultimo non dimentichiamo la lettura moderna che noi facciamo di questi scritti. Quindi se il sostegno di una tesi, in teologia, come quella di Mancuso viene solo da dai versetti di Paolo o di Matteo è .. povera. Storicamente poi contrariamente ai giudei che proprio credendo ad un intervento divino presero orgogliosamente parte alla guerre giudaiche, i cristiani non ne presero parte, non c’erano a Gerusalemme, erano fuggiti e per questo si salvarono. (“Le rivolte giudaiche” Giulio Firpo LATERZA 1999) Siamo d’accordo  che non si può argomentare in poco tempo, come l’ha avuto Mancuso, il momento culturale in cui è vissuto Gesù e nemmeno inserire il tutto in un ampio discorrere biblico, né inserire il discorso nel vissuto della prima Chiesa (la tradizione della chiesa è considerato il quinto Vangelo), o prendere in considerazione le discussioni teologiche dei sinodi e dei concili. Allora che dire? Forse Mancuso ha pure ragione, ma non è il metodo della Chiesa, che è molto più complesso e completo, per arrivare ad una verità su Gesù.

Noi cristiani poi possiamo anche dire che non ci interessa la “verità” perché anche con una argomentata completa e difficilissima visione storica, non esiste verità su Gesù al di fuori della fede, non è la “conoscenza”, ma è l’amore di Gesù per il creato, per la vita, per l’uomo, la via cristiana verso la verità, perché solo l’amore è credibile. (Hans Urs von Balthasar)

Buona domenica

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