Commento domenicale 14/09/2025
14/09/2025 XXIV Domenica T.O. B
Gesù disse loro questa parabola: “Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?“ (Lc.15, 1-1)
Lasciare le pecore nel deserto e Matteo dirà sui monti??
Da una prima veloce lettura sembra un comportamento incomprensibile, senza senso, ma ad una lettura più “esegetica” ci si accorge che le parole “deserto” e “montagna”, nella cultura ebraica in cui nascono i Vangeli, sono ricche di significati che risuonano nella mente come il luogo dove Dio è accanto a te, luogo della purificazione e della salvezza. E’ nel deserto che Dio ha mandato il suo popolo uscito dalla schiavitù dell’Egitto, è il luogo della presenza di Dio che non lascia mai solo il suo popolo e lo disseta (l’acqua che zampilla dalla roccia) e lo sfama con la manna; quello stesso luogo che Dio ha preparato per la “donna vestita di sole” che partorisce di fronte al drago dell’Apocalisse: “La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio”. (Ap 12,6)
Anche i monti di cui parla Matteo hanno un preciso senso teologico di un “Oltre” verso il quale osiamo tendere, la trascendenza, la vicinanza con Dio. Sul monte Sinai Mosè riceverà le tavole della legge, Gesù sul monte Oreb mostrerà la gloria della risurrezione, sul monte Moria si renderà presente Dio stesso ad Elia (una voce di silenzio sottile). Sul monte Calvario, sulla croce, avverrà la salvezza degli uomini.
Buona domenica

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