Nel
leggere i Vangeli ogni tanto incontriamo una spada e non tutte sono simboliche
come oggi. La venuta di Cristo è un evento che crea uno stato di “guerra”
spirituale, in quanto obbliga, o meglio dovrebbe obbligare, ciascuno a prendere
una decisione nei suoi confronti e l’adesione a Cristo può produrre contrasti e
opposizioni anche dagli stessi famigliari.
Quando
Gesù nacque “..il
re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui” (Mt.2,1) poi Erode
per paura del nuovo re fece la strage degli innocenti; per lungo tempo gli
imperatori romani e nei secoli molti altri ebbero paura del pensiero cristiano e
perseguitarono i cristiani. Oggi nessun politico nel nostro mondo occidentale prende
una spada, non trema più nessuno per il Natale di Gesù, per il pensiero
cristiano la spada di Gesù.
L’autore della Lettera agli Ebrei spiega perché
la Parola di Dio è collegata ad una spada: “La parola
di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa
penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e
delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebrei 4, 12)
La spada è sempre la stessa, il Vangelo è sempre scandalo e follia, non è cambiato Cristo, sono cambiati i popoli cristiani.
08/02/2026 V Domenica T.O. anno A Domenica scorsa 1 febbraio 2026 la Chiesa italiana ha celebrato la 48ª Giornata per la Vita, IIana Kantorowicz Shalem è nata nel marzo 1945 nel campo di concentramento nazista di Leggi tutto
01/02/2026 IV Domenica T.O. anno A Settimana per l’unità dei cristiani. (18/01-25/01/2026) “La via per incamminarci su questa strada dell’ecumenismo eucaristico è la via del riconoscimento reciproco, la via cristiana dell’agápe, cioè della condivisione. Non si Leggi tutto
25/01/2026 III Domenica T.O. anno A “Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (Mt 4,12-23). Papa Francesco nella sua prima omelia davanti a vescovi e Leggi tutto
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Commento domenicale 18/08/2019
Pubblicato da Edoardo Amadio il
Domenica XIX T.O. Anno C
“Non sono venuto a portare la pace, ma la spada…”
(Lc.12,51-53) e (Mt.10,34-36)
Nel leggere i Vangeli ogni tanto incontriamo una spada e non tutte sono simboliche come oggi. La venuta di Cristo è un evento che crea uno stato di “guerra” spirituale, in quanto obbliga, o meglio dovrebbe obbligare, ciascuno a prendere una decisione nei suoi confronti e l’adesione a Cristo può produrre contrasti e opposizioni anche dagli stessi famigliari.
Quando Gesù nacque “..il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui” (Mt.2,1) poi Erode per paura del nuovo re fece la strage degli innocenti; per lungo tempo gli imperatori romani e nei secoli molti altri ebbero paura del pensiero cristiano e perseguitarono i cristiani. Oggi nessun politico nel nostro mondo occidentale prende una spada, non trema più nessuno per il Natale di Gesù, per il pensiero cristiano la spada di Gesù.
L’autore della Lettera agli Ebrei spiega perché la Parola di Dio è collegata ad una spada: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebrei 4, 12)
La spada è sempre la stessa, il Vangelo è sempre scandalo e follia, non è cambiato Cristo, sono cambiati i popoli cristiani.
Buona domenica.
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