Dice il Signore nella parabola dei talenti del vangelo di oggi a chi non ha duplicato il capitale (talento)affidatogli.
Questa parabola è cara all’etica del capitalismo: i talenti (capitali) sono da far fruttare, l’abbondanza è segno di benedizione divina, l’indigenza di maledizione!
In realtà i talenti rappresentano l’amore, la grazia che il Padre ha verso di me, che deve “duplicarsi” nella mia risposta d’amore verso il prossimo, è un “dover fare” di tutti! non solo del cristiano, se riflettendo diciamo che il bene, il bene che rappresenta Dio, è dentro nell’animo umano.
– Nel Corano si legge “Allah (Dio) ti è più vicino della vena giugulare”
– S. Agostino “Signore eri così vicino a me e nemmeno me ne accorgevo”
E ritornando sui talenti un detto di un mistico islamico medievale ricorda che “la fede ha tre dimensioni: fede è parola della bocca, fede è verità col cuore, fede è opera coi fatti.” (citazione del Cardinale Gianfranco Ravasi)
I talenti non sono doti naturali, ma la coscienza della grazia di Dio Padre, corretta coscienza che ti fa dire che tutto quello che ho e sono l’ho ricevuto in dono.
Ora chi non ama distrugge la sua vita e forse non lo sa, perché in lui muore l’amore ricevuto; è fuori, dove invece del sorriso c’è solo tenebra.
06/09/2026 XXIII Domenica T.O. anno A “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Se tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo tra te e lui solo..” (Mt 18,15-20) Il senso Leggi tutto
30/08/2026 XXII Domenica T.O. anno A In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi Leggi tutto
23/08/2026 Domenica XXI T.O. anno A “.. Disse loro Gesù: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù gli disse: “Beato sei Leggi tutto
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Commento domenicale 19/11/2017
Pubblicato da emme il
San Giuseppe, 19 Novembre 2017
Domenica XXXIII del T.O.
..servo cattivo e pauroso..” (Mt.25, 14-30)
Dice il Signore nella parabola dei talenti del vangelo di oggi a chi non ha duplicato il capitale (talento)affidatogli.
Questa parabola è cara all’etica del capitalismo: i talenti (capitali) sono da far fruttare, l’abbondanza è segno di benedizione divina, l’indigenza di maledizione!
In realtà i talenti rappresentano l’amore, la grazia che il Padre ha verso di me, che deve “duplicarsi” nella mia risposta d’amore verso il prossimo, è un “dover fare” di tutti! non solo del cristiano, se riflettendo diciamo che il bene, il bene che rappresenta Dio, è dentro nell’animo umano.
– Nel Corano si legge “Allah (Dio) ti è più vicino della vena giugulare”
– S. Agostino “Signore eri così vicino a me e nemmeno me ne accorgevo”
E ritornando sui talenti un detto di un mistico islamico medievale ricorda che “la fede ha tre dimensioni: fede è parola della bocca, fede è verità col cuore, fede è opera coi fatti.” (citazione del Cardinale Gianfranco Ravasi)
I talenti non sono doti naturali, ma la coscienza della grazia di Dio Padre, corretta coscienza che ti fa dire che tutto quello che ho e sono l’ho ricevuto in dono.
Ora chi non ama distrugge la sua vita e forse non lo sa, perché in lui muore l’amore ricevuto; è fuori, dove invece del sorriso c’è solo tenebra.
Buona Domenica
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