Commento domenicale 21/06/2026

Pubblicato da Edoardo Amadio il

 21/6/2026 XII  Domenica  T.O.  Anno A

Con questo concetto la Chiesa ha spiegato e giustificato e governato ogni cosa attribuendo alla “volontà di Dio” tutto quello che capita. Molti esegeti attribuiscono le parole di questo versetto ad un errore di traduzione, ma non deve interessare questa o quella traduzione perché la Sacra Scrittura e nemmeno i Vangeli si commentano citando versetti, e nemmeno libri.

La verità non sta in un versetto, nemmeno in una persona, fosse anche San Paolo, e nemmeno in un Vangelo, (non per nulla il Signore ne ha voluti quattro), ma nella Parola tutta del Signore. Noi di tutta la Sacra Scrittura dobbiamo saper cogliere quel filo d’oro che la collega lungo il tempo della salvezza, perché quello che ti resta dopo aver letto tutta la Bibbia è un rincorrersi di sentimenti di amore e perdono.

Simili nel contenuto, al versetto di Matteo, sono i due passi qui di seguito del libro di Giobbe: “Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?”, oppure “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore.”

E’ tutto corretto finché diciamo che Dio ha dato la vita e poi pure la morte, inevitabile destino per una creatura, ma quello che ci sta nel mezzo non è più opera della volontà di Dio, ma è il frutto della grandezza e  responsabilità dell’uomo (di cui dovrà rendere conto a Dio), capace di incidere nella vita e di modificare la natura stessa. Dio si è reso impotente di fronte alla libertà dell’uomo.

Dopo duemila anni il mondo oggi è demitizzato, e ci sta bene, siamo però ancora lontani dalla verità cristiana: d’averlo umanizzato.

 Buona domenica

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