Commento domenicale 21/12/2025
21/12/2025 IV Domenica di Avvento anno A
Parliamo di rito e liturgia: la fede e la liturgia sono fatte di parole, ma ancor più di gesti.
Appena entro in una chiesa c’è l’acqua santa nella acquasantiera che mi ricorda il Battesimo, il mio Battesimo col quale anch’io ho iniziato a far parte della Chiesa una Chiesa fatta di persone, nel Battesimo ci è stato dato un nome perché il Signore ci chiama per nome: “Io ti ho chiamato per nome” (Is 43,1).
Mi bagno le dita con l’acqua santa e guardo se attorno a me c’è qualcuno a cui porgere la mano per dargli una goccia dell’acqua santa che ho nelle dita per fare da subito comunione con lui, per dire che tutti due preghiamo nello stesso modo dicendo “Padre nostro” e non Padre mio, per dire con un semplice gesto che condividiamo una esperienza religiosa, il cristianesimo, che parla sempre di un “noi” di comunità, per ricordarci che nel Battesimo siamo stati battezzati nella fede di tutti noi “Chiesa” per ricordarci che la Domenica ci siamo dati “il segno della pace”, e anche per ricordarci quello che ha detto Gesù: “quando due si incontrano nel mio nome io sono in mezzo a loro”, insomma per ricordarci che la nostra fede è un noi.
E’ davvero un peccato che il “covid”, anche se oggi non è rimasto proprio nulla di “untuoso”, (rileggiamo la “Storia della colonna infame” di Manzoni), abbia spazzato via questo rito, come altri della millenaria storia cristiana, anche nella messa. L’inconscia paura di essere contagiati, che si sostiene ora da un concetto di igiene immotivato e generatore di paure più che di pubblica salute, ha messo alla prova la quotidianità di ogni singolo individuo.
Buona domenica

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