“Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano. A chi ti percuote la guancia porgi anche l’altra. Benedite coloro che vi maledicono. Dà a chiunque ti chiede.” (Lc. 6,27-38)
Il discorso è ancora più complesso di quello che appare alla prima lettura, nel senso che dobbiamo essere benevoli verso gli altri non in attesa che Dio li punisca, concetto di giustizia tutto umano, ma per imitare il Padre celeste che è misericordioso. La questione del perdono o non perdono per Gesù non si pone. Egli va molto avanti. Sembra insinuare che al perdono del nemico potevamo arrivare anche da noi facendo uso di buon senso e di ragionamento. Egli proietta i suoi insegnamenti verso traguardi molto più avanzati: amare, beneficare, benedire i nemici, pregare per loro.
Se il perdono può sembrare già un atto di eroismo; Gesù non gli accorda molto peso perchè vuole molto di più. Gesù non è venuto ad insegnare quello che già gli uomini sanno e fanno: salutare chi saluta e prestare a chi rende…etc. E’ venuto a spostare in avanti i traguardi dei rapporti umani, a scoprire orizzonti nuovi.
Ha detto quello che altri non avevano il coraggio di dire,
lasciandosi alle spalle le belle massime.
SANTISSIMA TRINITA’ anno A In quel tempo disse Gesù a Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita Leggi tutto
24/05/2026 Domenica di Pentecoste Anno A (Quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura, Dio stesso parla al suo popolo e Cristo, presente nella sua parola, annunzia il Vangelo, OGMR 29) Due minuti di rito Leggi tutto
17/05/2026 ASCENSIONE del Signore Anno A Due minuti di rito e liturgia. Alla Messa si ascolta il Vangelo, all’ambone il sacerdote termina la lettura con l’acclamazione “Parola del Signore”, alla quale tutti rispondono, “Lode a Leggi tutto
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Commento domenicale 24/02/2019
Pubblicato da Edoardo Amadio il
VII Domenica T.O. anno C
“Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano. A chi ti percuote la guancia porgi anche l’altra. Benedite coloro che vi maledicono. Dà a chiunque ti chiede.” (Lc. 6,27-38)
Il discorso è ancora più complesso di quello che appare alla prima lettura, nel senso che dobbiamo essere benevoli verso gli altri non in attesa che Dio li punisca, concetto di giustizia tutto umano, ma per imitare il Padre celeste che è misericordioso. La questione del perdono o non perdono per Gesù non si pone. Egli va molto avanti. Sembra insinuare che al perdono del nemico potevamo arrivare anche da noi facendo uso di buon senso e di ragionamento. Egli proietta i suoi insegnamenti verso traguardi molto più avanzati: amare, beneficare, benedire i nemici, pregare per loro.
Se il perdono può sembrare già un atto di eroismo; Gesù non gli accorda molto peso perchè vuole molto di più. Gesù non è venuto ad insegnare quello che già gli uomini sanno e fanno: salutare chi saluta e prestare a chi rende…etc. E’ venuto a spostare in avanti i traguardi dei rapporti umani, a scoprire orizzonti nuovi.
Ha detto quello che altri non avevano il coraggio di dire, lasciandosi alle spalle le belle massime.
Buona domenica
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