Commento domenicale 26/07/2026
26/07/2026 DOMENICA XVII T.O. anno A
Essere cristiani oggi.
Oggi, come già altre volte lungo la storia della Chiesa, viviamo dibattiti divisivi su questioni, importanti per la vita della Chiesa, ma che non sono il cuore del Vangelo; sono, come dice Isaia, “cose che non sono pane.” (Is 55,2).
Gesù aveva detto: amatevi come io vi ho amati, beati i poveri e i miseri, disse che non occorreva più pregare su questo monte o su quello, ma che occorre adorare il Padre in spirito e verità. Questa è l’unica regola della sua sequela: la legge dell’amore.
Gesù ci ha insegnato a spostare l’accento dall’osservanza esteriore alla conversione del cuore, dal gesto visibile all’intenzione profonda, dalla forma all’amore.
“Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce” (Blaise Pascal)
E’ tutto il nostro compito e risuonano attuali le parole di Mosè “Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo Spirito”. (Nm 11,29).
Quando anche per noi giungerà la grande sera, e il sole si spegnerà e giungeremo all’incontro col Signore allora la verità della nostra vita di cristiani sarà una sola: ”ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. ..” (Mt 25, 25-44) Non ci verrà chiesto altro e solo su quello dovremo rendere conto, il criterio ultimo del Vangelo rimane la carità e la docilità allo Spirito.
Lo Spirito soffia sempre, ma abbiamo ancora strada da fare, non tanto per accettare il Concilio Vaticano II, quanto per lasciarci convertire dal Vangelo, la Parola del Signore.
Buona domenica
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