“..e di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti..” (Mt.25, 31-46)
E’ l’ultima Domenica dell’anno liturgico, è la festa di Cristo Re e il Vangelo ci propone l’ultimo atto della storia umana: il giudizio universale: il giudizio di Dio sull’uomo.
Ma noi sappiamo che Dio ha creato l’uomo libero e razionale e, per ciò si è sottoposto, Dio, lui stesso, al giudizio e tutta la storia è un’incessante giudizio dell’uomo su Dio per la presenza della sofferenza e del male nel mondo.
“Se nella storia umana è presente la sofferenza, si capisce perché l’onnipotenza di Dio si è manifestata con l’onnipotenza dell’umiliazione della croce”.(Varcare la soglia della speranza)
Questa risposta “di Dio” davanti alla storia dell’uomo è di Giovanni Paolo II,; risposta difficile da comprendere ed il tutto è avvolto in una sorta di verità nascosta, di mistero.
Ora però tornando coi piedi in terra, non ne abbiamo nemmeno coscienza, ma il giudizio su Dio diventa un giudizio sull’uomo un giudizio su se stessi perché è lo stesso che noi facciamo ora al povero e il Signore non farà altro che constatare quello che noi facciamo e alla fine leggerà quello che noi abbiamo liberamente scritto: sarà il tempo della giustizia di Dio sull’uomo.
09/08/2026 DOMENICA XVIII T.O. anno A “Date loro voi stessi da mangiare.. e, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò Leggi tutto
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26/07/2026 DOMENICA XVII T.O. anno A Essere cristiani oggi. Oggi, come già altre volte lungo la storia della Chiesa, viviamo dibattiti divisivi su questioni, importanti per la vita della Chiesa, ma che non sono Leggi tutto
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Commento domenicale 26/11/2017
Pubblicato da emme il
San Giuseppe, 26 Novembre 2017
Domenica XXXVI del T.O.
“..e di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti..” (Mt.25, 31-46)
E’ l’ultima Domenica dell’anno liturgico, è la festa di Cristo Re e il Vangelo ci propone l’ultimo atto della storia umana: il giudizio universale: il giudizio di Dio sull’uomo.
Ma noi sappiamo che Dio ha creato l’uomo libero e razionale e, per ciò si è sottoposto, Dio, lui stesso, al giudizio e tutta la storia è un’incessante giudizio dell’uomo su Dio per la presenza della sofferenza e del male nel mondo.
“Se nella storia umana è presente la sofferenza, si capisce perché l’onnipotenza di Dio si è manifestata con l’onnipotenza dell’umiliazione della croce”. (Varcare la soglia della speranza)
Questa risposta “di Dio” davanti alla storia dell’uomo è di Giovanni Paolo II,; risposta difficile da comprendere ed il tutto è avvolto in una sorta di verità nascosta, di mistero.
Ora però tornando coi piedi in terra, non ne abbiamo nemmeno coscienza, ma il giudizio su Dio diventa un giudizio sull’uomo un giudizio su se stessi perché è lo stesso che noi facciamo ora al povero e il Signore non farà altro che constatare quello che noi facciamo e alla fine leggerà quello che noi abbiamo liberamente scritto: sarà il tempo della giustizia di Dio sull’uomo.
Buona Domenica
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