Commento domenicale 28/01/2018

Pubblicato da Edoardo Amadio il

28/01/2018 DOMENICA QUARTA TEMPO ORDINARIO

“Allora un uomo che era posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare… e Gesù lo sgridò: Taci! Esci da quell’uomo”. (Mc.1,21-28)

Tra le righe e gli spazi bianchi del brano del Vangelo di oggi riaffiora il problema del male. La discussione sull’esistenza del male per molti è tutta filosofica, Epicuro parlava di “indifferenza” degli dei e i teologi dicono che Dio ha voluto rendersi impotente di fronte alla libertà umana. Noi possiamo semplicemente dire che il male (il peccato) esiste, esiste dentro di noi lo avvertiamo nella violenza dell’ambiente esterno che pone dei limiti alla nostra volontà. San Paolo diceva “..c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di farlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio” (Rm. 7,18-19) e questo ci riguarda tutti e quel “tutti” è la spiegazione più comprensibile del concetto teologico di peccato originale. Sempre San Paolo coerentemente spiega che il Signore ci ha accomunato tutti nel peccato, il male, e dona a tutti il perdono.
Ciononostante per quanti impedimenti e condizionamenti culturali sociali o genetici ci impediscono di esprimere in pienezza la nostra volontà (l’unica pienezza di libertà è di Dio) pur sempre l’uomo è capace di una risposta morale libera. Se tutti gli uomini hanno una predisposizione al bene, una coscienza da ascoltare, i cristiani hanno però un dovere in più: il dovere di formarsi una coscienza corretta, seguendo il magistero della Chiesa quando si esprime su un argomento e seguendo quella Messa domenicale che nell’omelia ci indica la giusta direzione. Per i temi più difficili o particolari poi possiamo anche fidarci del pensiero di coloro di cui ci fidiamo, insomma qualcosa dobbiamo fare.

Buona Domenica

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