“Giuseppe si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto”. (Mt.24,37-44)
Gesù
fin da piccolo ci racconta Matteo è costretto a scappare in Egitto, il
territorio nemico per un ebreo.
Possiamo immaginare la durezza di una vita per quella famiglia condotta da clandestini in un paese straniero, la fatica a farsi accettare, di trovare un qualche lavoro in mezzo a gente dalla cultura diversa.
Gesù
si mette alla schiera dei deboli, un Dio che condivide la sorte degli esuli e
noi cristiani, chiamati alla sequela di Cristo “non possiamo pronunziare le parole ultime se prima non abbiamo
pronunziato le penultime” (Bonhoeffer)
E
quelle cristianissime parole “Amerai il
prossimo tuo come te stesso” non sono tanto un appello alla bontà
impossibile, quanto parole rivolte alla umana responsabilità.
15/03/2026 IV Domenica di Quaresima anno A “In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e ..” (Gv 9,1-41) Forse per Giovanni quell’uomo senza nome, quell’uomo “generato” misero e cieco, è davvero Leggi tutto
08/03/2026 III DOMENICA Quaresima Anno A .. Gli risponde la donna: “Io non ho marito”. Le dice Gesù: hai detto bene: “Io non ho marito”, infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora Leggi tutto
01/03/2026 II Domenica di Quaresima anno A “In quei giorni, il Signore disse ad Abram: “.. Benedirò colore che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le Leggi tutto
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Commento domenicale 29/12/2019
Pubblicato da Edoardo Amadio il
FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA
“Giuseppe si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto”. (Mt.24,37-44)
Gesù fin da piccolo ci racconta Matteo è costretto a scappare in Egitto, il territorio nemico per un ebreo.
Possiamo immaginare la durezza di una vita per quella famiglia condotta da clandestini in un paese straniero, la fatica a farsi accettare, di trovare un qualche lavoro in mezzo a gente dalla cultura diversa.
Gesù si mette alla schiera dei deboli, un Dio che condivide la sorte degli esuli e noi cristiani, chiamati alla sequela di Cristo “non possiamo pronunziare le parole ultime se prima non abbiamo pronunziato le penultime” (Bonhoeffer)
E quelle cristianissime parole “Amerai il prossimo tuo come te stesso” non sono tanto un appello alla bontà impossibile, quanto parole rivolte alla umana responsabilità.
Buona domenica
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