Commento domenicale 17/08/2025

Pubblicato da Edoardo Amadio il

17/08/2025   XX  DOMENICA T.O. ANNO C

“Forse un giorno anche noi verremo giudicati dalla “storia” e chissà forse verrà istituito un secondo giorno della memoria per i morti del Mediterraneo o nella rotta balcanica o per i migranti in generale nel mondo, da un’altra morale che oggi non riconosciamo perché oggi il fatto morale è l’ultimo dei problemi dell’uomo moderno.”   

Con una logica ineccepibile da molti anni si parla dei problemi dell’immigrazione e ordine pubblico (le carceri sono piene di immigrati clandestini), delle loro violenze, di disturbo delle “cose del lavoro” o economiche (?) e altro ancora, e imputato è l’immigrato clandestino, tacendo che tutti i migranti sono clandestini; non contano gli “spiccioli”. Per molti la causa è il losco agire dei trafficanti di esseri umani, degli scafisti e se ne parla ad altissimo livello negli incontri internazionali tra politici e capi di governo. La non soluzione poi che viene proposta, è il rimandarli a casa loro, non soluzione perché incontra innumerevoli e impossibili difficoltà: gli immigrati che ormai arrivano da mezzo mondo, dall’oriente medio ed estremo e dall’Africa, spesso non danno le corrette generalità e provenienza e gli accordi per i rimpatri, con molti stati, non ci sono ancora e poi ci sono, non proprio da ultimo, le difficoltà organizzative ed economiche enormi, visti i numeri enormi dei rimpatri che si dovrebbero fare. Logica ineccepibile che ha una presa sicura sulla gente, perché è indubbiamente un grande problema: reale. Ma l’immigrazione non è dovuta al solo business dei trafficanti, c’è anche un’irrefrenabile immigrazione “storica” di chi fugge dalla guerra, dalle violenze, dalla fame (desertificazione) e fugge per la sola speranza di vita.

Assolutamente non si sente parlare di coscienza, di aspetti morali, l’occidente non ha coscienza, ha “realismo sociale” ha “la difesa dei confini” e non contano quanti siano i morti sulle rotte di terra o nel Mediterraneo.

Ci sono anche persone ammirevoli, per l’accoglienza nei punti di approdo, per la comprensione dei loro problemi e per molti fosse anche solo per le elemosine che sanno dare. 

Papa Leone XIV ha ripetuto più volte un’affermazione straordinaria: “Prima di essere credenti siamo chiamati ad essere umani”  dove l’essere umani non è in contrapposizione con l’essere cristiani, ma ne è la condizione necessaria.

Buona domenica

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