Assunzione di Maria – Lunedì 15 agosto 2022 – Luca 1,39-56

Pubblicato da emme il

L’assunzione di Maria dice del suo essere in Dio, ma cosa aggiungere oltre. Anche la teologia classica ci consegna parole che capiamo fin là: Maria dopo la sua vita terrena venne assunta, cioè accolta, in paradiso in corpo e anima. Detto questo cosa abbiamo detto? L’assunzione di Maria, afferma ancora la teologia, non implica necessariamente la morte anche se non la si può escludere. L’assunzione è l’anticipazione della risurrezione della carne che per tutti gli uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi con il giudizio universale, nel frattempo si parla di immortalità dell’anima. Mah! Detto questo, ripeto, cosa abbiamo detto? Il vangelo di questa solennità non fa altro che consegnarci la carnalità di un incontro, due corpi colmi che celebrano la loro abbondanza e il tracimare di una gioia che mette i brividi. Ed è su questo che mi pare interessante sostare. In una festa che parla di oltre è la pienezza del qui a rapirci. Nei grembi di Elisabetta e di Maria matura un frutto inatteso, insperato. Sterilità e verginità diventano lo spazio inedito della fecondità. Feconde le loro vite e feconde le nostre quando umili lasciamo che Dio transiti e visiti un oggi già avvizzito o ancora blindato. L’umanità è quella terra di tante qualità in cui un Dio fecondatore tenta ostinatamente di spargere semi di umanità, la ricordiamo tutti la parabola di quel seminatore che sembra sprovveduto e getta seme ovunque con una generosità rara. Il canto del Magnificat, la seconda parte del vangelo di oggi, è il grido di chi sa vedere possibili, ulteriori e dilatati risvolti di quel che è germogliato nel suo piccolo e circoscritto mondo. Maria canta l’oltre a partire da ciò che ha creduto possibile per sé. Canta e il suo dentro si fa eco di un di più di umanità che può dilagare e far cambiare di segno a ciò resta imbrigliato nel limite. È un canto rivoluzionario quello di Maria perché sente rivoluzionata la sua vita. Non era pronta ad ospitare l’altro ma l’altro irrompe inatteso e si fa spazio. Non saremmo mai pronti, disposti a dilatare lo spazio di noi per l’ospite inatteso, è anche il titolo di un film che vi consiglio di vedere. Non è naturale, spontaneo volere per gli altri ciò che la vita ha regalato a me, ciò di cui ho potuto immeritatamente godere? Maria canta un sogno, canta come cantiamo noi quando siamo contenti per un traguardo raggiunto anche inaspettatamente, è il canto dell’altra Maria che in Esodo 15 esulta dopo il passaggio del Mar Rosso, è il canto di chi libera il desiderio che la vita di tutti possa essere piena, colma di senso, libera dal non senso. Cantiamo il nostro Magnificat affinchè nel canto si liberi fiduciosa ogni esistenza. 


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