Domenica 10 agosto 2025 – XIX TOC – Luca 12,32-48

Pubblicato da emme il

“Il tuo popolo era in attesa della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici” (Sap 18,7). Di che popolo si sta parlando? Chi sono i giusti che meritano la salvezza e chi sono i nemici che meritano la rovina? Esistono popoli eletti da Dio? Esistono solo gli uomini e la dignità che va garantita ad ognuno! Forse qualcuno ha letto la notizia, a me l’hanno raccontata ieri sera, di Ameer, 10 anni, ragazzino palestinese che, nella striscia di Gaza, riceve cibo da un colonnello americano che lo sta distribuendo. Ameer gli bacia la mano portandosela alla fronte come si fa nei paesi arabi, per ringraziarlo del riso che gli è stato dato. Qualche istante dopo un cecchino dell’IDF, le forze di difesa israeliane, spara e lo uccide. Cercatela e fissate nella memoria il volto di Ameer. Signore punisci gli avversari e glorifica i giusti ma aiutaci e aiuta chi può, chi deve, a riconoscere chi sono gli avversari e chi sono i giusti, perchè non prevalga l’arroganza e la prepotenza dei Golia contro ogni Davide indifeso. “La fede è fondamento di ciò che si spera” (Eb 11,1). Ancora per alcuni giorni a san Zeno vive una giovane famiglia di venezuelani, lei biologa, lui ingegnere, due figlie. È stato loro riconosciuto lo stato di rifugiati politici. La Prefettura, tramite una cooperativa li ha sistemati in una casa a San Zeno ma non possono più starci, si fa spazio ad altri, è così. Loro vorrebbero rimanere per non dover ricominciare ancora una volta da un’altra parte, dopo aver vagato per anni. Ma lui ha un lavoro a tempo determinato e non è facile trovare una casa in affitto. Ma una fede salda li sostiene. Dio sa, mi diceva lei, si consegna ad un futuro incerto che però è pieno di Dio. Per fede… come Abramo, come Sara. Ma anche noi sappiamo, sappiamo, come leggiamo dalla lettera agli Ebrei, che aspirano ad una patria migliore. Ci si può fidare di Dio ma ci si dovrebbe poter fidare anche dell’uomo. E di uomini e donne affidabili per fortuna ce ne sono! Dio bussa, come il padrone che torna dalle nozze. Se decidiamo di aprirgli, perché non è così scontato che gli apriamo, cosa trova e come ci trova? Ci è stato affidato tanto ma abbiamo messo Dio nella condizione di affidarci di più, per come abbiamo governato quanto ci è stato affidato? Ci metterà a capo di tutti i suoi averi o ci toglierà anche quello che ci aveva consegnato? Stiamo dando ai piccoli del mondo, vicini o lontani, la razione di cibo che loro spetta o li stiamo vessando, riempiendoci la pancia, stordendoci nell’appagamento cieco, insensibile di ogni capriccio? Dov’è il mio cuore? Per cosa batte? Su quale tesoro riposa? Leggete il libro di Nicolò Govoni: Se fosse tuo figlio. Edito da Rizzoli. Non vi anticipo nulla. Buona lettura.


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