Domenica 20 giugno 2021 – XII TOB – Marco 4,35-41

Pubblicato da emme il

Come si fa a dormire se è in corso una tempesta, tra l’altro quando la sera è già scesa e il senso del pericolo si acuisce. Come si fa a dormire se la barca è ormai colma d’acqua a causa del vento che ve la butta dentro? Gesù deve proprio aver avuto una giornata pesante per non essere in allerta come gli altri ed essere sprofondato in un sonno da cui non sembra svegliarsi spontaneamente. “Non t’importa che siamo perduti?“, gli chiedono spaventatissimi tutti gli altri. Non t’importa? È quello che potremmo dire a Dio anche noi, nel vivo dei nostri travagli, nel mezzo delle nostre tempeste. Non è forse vero che a tratti abbiamo l’impressione che dorma saporitamente, beatamente adagiato sul cuscino che sta a poppa della barca su cui è in viaggio l’umanità tutta e in cui è immersa anche la nostra? Non ti importa, potremmo rimproverare a Dio. Ma se fosse che a noi non importasse di lui, se fosse che sulla barca che conduciamo, non sappiamo bene dove, lui non ci fosse perché l’abbiamo lasciato a terra? Con chi ce la prendiamo? La chiamano antropocene, l’epoca che stiamo vivendo e che sfrattando Dio ha reso l’uomo solitario e sprovveduto nocchiero delle sue sorti e delle sorti del mondo. Conosco un giovane africano che ha raggiunto l’Italia viaggiando per 6.000 Km, avventurandosi attraverso il deserto e il mare e sperimentando le mille tempeste che le innumerevoli notti gli hanno fatto conoscere. L’ultima di queste tempeste è stata la più tragica, quella che gli ha fatto sfiorare la morte. Alla vista dei soccorsi, in quel Mar Mediterraneo che è attualmente il più grande cimitero al mondo, lui con tanti altri cade in mare, ma non sa nuotare. Sta annegando. Un giovane uomo dalla barca si tuffa per trarlo in salvo e ci riesce, ma da quel mare lui non riemerge più. Il suo nome è Hams e so che al calare di ogni notte quel nome risuona nel cuore del giovane africano che è salvo grazie a lui. Non ti importa? Ad Hams è interessato eccome, tanto da giocarsi la vita, tanto da consegnarla come un sacrificio a quel mare nemico. Non ti importa? Dicono a Gesù, eccome se gli importa, tanto da sovvertire le leggi del suo mondo religioso, tanto da risultare sconveniente, inopportuno, tanto da esporsi al ridicolo, tanto da mettere a repentaglio la pelle, tanto da rischiarla davvero. Hams come lui, sebbene fosse un musulmano. Non gli importa, dissero di Dio nel campo di concentramento di Auschwitz, costretti ad assistere all’impiccagione di tre condannati, tra i quali c’era perfino un bambino. “Dietro di me – è Elie Wiesel a scrivere in quel celebre libro che si intitola La notte” – udii il solito uomo domandare: “Dov’è dunque Dio?”. E io sentivo in me una voce, che gli rispondeva: “Dov’è? Eccolo: è appeso lì, a quella forca…”. Non ti importa? E a me importa? E cosa importa? Mi importa di te? Se mi importa di te anche tu puoi permetterti di non aver paura. Se ti importa di me sarà bonaccia, la tempesta sarà ridotta a silenzio e saranno messe a tacere le onde del mare.


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