Domenica 20 luglio 2025 – XVI TOC – Luca 10,38-42

Pubblicato da emme il

“Di una cosa sola c’è bisogno”. E di cosa c’è bisogno? C’è bisogno di nutrire la vita, c’è bisogno di essere e non solo di fare, c’è bisogno di rasserenarsi, di rilassarsi, di distendersi. C’è bisogno di capire cosa è meglio per noi e poi sceglierlo. C’è bisogno di stare e non solo di scappare, c’è bisogno di sostare e non solo di vagare. Mi consento il lusso di chiedermi di cosa io abbia davvero bisogno? E poi ci sono gli altri. Loro di cosa hanno bisogno? Venerdì mattina ho riflettuto con un gruppo di adolescenti attorno al tema delle paure. Al di là di quello che è emerso è stato importante ascoltarli per sentire quali fatiche li abitano, con quali paure fanno i conti. Se ti ascolto so di cosa hai bisogno e non lo decido io arbitrariamente, non ho già confezionato io le risposte senza prima aver dato tempo e spazio alle domande. Gesù nella risposta decisa che da’ a Marta, invita tutti, Marta compresa, a permettersi di ascoltarsi. Mara non lo sta facendo, sta servendo l’idea di sé, non il sé reale. Sta salvando l’immagine che di sé vuole dare agli altri, o che gli altri hanno di lei. Maria invece pare non interessarsene. Maria è l’emblema di quelle persone che ci danno perfino sui nervi perché ascoltano il loro bisogno. Un po’ le invidiamo e un po’ le biasimiamo ma di fatto perché non siamo così liberi dall’idea di noi che vogliamo tutelare. Abramo, per venire al passo di Genesi, mi sembra decisamente più equilibrato: accoglie sì, ma spartisce anche con altri le incombenze dell’accoglienza, fa’ la sua parte ma tendando di rendere significativa l’esperienza che sta vivendo. Concentrati su di noi, sul bisogno di fare le cose per benino, corriamo il rischio di non avere orecchi per l’annuncio che l’altro è. Quell’annuncio che si offre, come nel caso di Abramo e Sara, come riposta ad un desiderio profondissimo, come vangelo nel solco di una sterilità che sembrava invincibile. Di cosa c’è bisogno? Siediti per capirlo, fa’ silenzio, ascoltati e ascolta. Quanto ho perso di me e degli altri per inseguire il bisogno dell’efficienza, il mito del risultato, il miraggio del riconoscimento. Quando qui da noi è arrivato Alex, a proposito: è stato destinato a Lonigo… chi lo conosceva già mi ha detto di lui che è una persona sobria, silenziosa, che ha il pregio di saper ascoltare. Abbiamo bisogno di persone capaci di ascolto, e gli altri hanno bisogno di questo da noi. In una maglietta che ogni tanto indosso è riportata una frase saggia di Epitteto (filosofo greco): Abbiamo due orecchi e una bocca soltanto proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà. Di cosa c’è bisogno? Di cosa hai bisogno? Chiederselo e chiedertelo vuol dire prenderci sul serio e prendere sul serio la vita che ha bisogno di riposte mai scontate, mai artefatte, ma sempre, sempre diverse perché se si ho ascoltato oggi non significa che ho esaurito il mio compito.


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