Domenica 9 maggio 2021 – VI di Pasqua B – Giovanni 15,9-17

Pubblicato da emme il

Amatevi, idioti! Cercando un’immagine per il foglietto settimanale mi sono imbattuto in questa breve frase di Charles Bukowski, poeta e scrittore statunitense alquanto discusso ed esponente di quella corrente letteraria che va sotto il nome di realismo sporco. Mi piace essere un po’ scosso da queste parole che ti prendono per il bavero e ti costringono a tornare un po’ in te stesso. È come ci dicesse: “Ma cosa state facendo?”. Ho il cuore pieno dei miei risentimenti perché qualcuno mi ha risposto male, perché hanno detto una falsità sul mio conto, perché non sono considerato come dovrei o come vorrei… Ho la testa piena dei racconti di chi mi vomita addosso i suoi risentimenti per rapporti di vicinato difficili, per convivenze coniugali divenute impossibili, per incomprensioni sul posto di lavoro… Amatevi, idioti! Ci sta! Come vecchi smemorati, appena punzecchiati ci dimentichiamo di tutto l’amore di cui la nostra vita è stata invasa. Come il Padre ha amato me… Gesù è pienamente consapevole del fatto che la sua esistenza è stata ricolmata dall’amore, così tanto che ora tracima, sgorga e nel fluire copioso e inarrestabile colma ogni anfratto del cuore d’altri. Al culmine del suo percorso, il cui epilogo sarà tragico, ricordiamoci che il passo che stiamo leggendo si colloca nei discorsi di addio, Gesù ha la lucidità di riconoscere quanto sia stato amato cosicchè nel riconsegnarlo non si sogna di chiedere restituzioni, ritorni: come sono stato amato, amatevi. Quanta energia, e me ne rendo conto sulla mia pelle, consumiamo per tenere in vita rancore, ruggine, astio e la consumiamo tutta lì anziché incanalarla in terreni sgombrati, dissodati in cui far fiorire la vita e in cui far attecchire la gioia. Amatevi, idioti! Consapevoli che l’amore raggiunge il suo vertice nel darsi senza chiedere nulla, senza pretendere ritorni, senza aspettarsi riconoscimenti. Solo in quanto amati, amiamo. Solo perché amati da noi gli altri sapranno giocarsi amando, liberando il loro meglio, regalando il loro buono. Nel mentre scrivo queste parole mi attraversano pensieri che ancora mi avvinghiano all’idiota che sono, pensieri così diabolicamente radicati che il vangelo a fatica strappa brandelli di me a questa logica ritorsiva, vendicativa, rancorosa. Ce la farà il vangelo a guarirci riconquistandosi piccoli lembi di noi in questa battaglia infinita fra l’amore e la paura? Sì perché il contrario dell’amore non è l’odio ma la paura. La paura dell’altro che vediamo più spontaneamente come una minaccia che una risorsa, un’occasione. L’amore Dio perfino ce lo comanda e ce lo impone perché sa che non c’è altra via percorribile per rimanere nella gioia. Non vorremmo essere come quei bambini capricciosi che rispondono ad un invito facendo esattamente il contrario. Amatevi! Se Bukowski dice idioti, Gesù dice amici. Amatevi, amici!


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