← La parola del parrocomercoledì 1 maggio 20242 min di lettura
La parola del parrocoIn bacheca

Domenica 21 aprile 2024 – IV di Pasqua B – Giovanni 10,11-18

Pastore e mercenario. In questa domenica, come ogni anno nella quarta di Pasqua, torna il tema del buon pastore, e il capitolo dieci di Giovanni è quello a cui si continua ad attingere. Sono rese chiare le differenze fra il pastore e il mercenario. Il mercenario non è il propriet

Pastore e mercenario. In questa domenica, come ogni anno nella quarta di Pasqua, torna il tema del buon pastore, e il capitolo dieci di Giovanni è quello a cui si continua ad attingere. Sono rese chiare le differenze fra il pastore e il mercenario. Il mercenario non è il proprietario delle pecore e quindi non gli importa davvero delle pecore, se sopraggiunge un pericolo si salva, da solo. Il pastore invece conosce le pecore, il vangelo non dice che ne è il proprietario, ma le conosce e per questo è disposto a dare la vita per loro, nel pericolo non scappa, resta. Conoscere, questa sembra essere la discriminante. Conosco le mie pecore. E se conosco non posso restare indifferente. Se conosco amo, se ti conosco faccio di tutto per te, ti do la vita, cioè sciolgo la mia perché ti serva, la consumo perché ti torni utile. Nessuno me la toglie, nessuno me la estorce, la vita. No, no, è per te la mia vita, e scelgo proprio di donartela, perché ti amo, perché ti conosco. Conoscere, voce del verbo amare. Potremmo fare un piccolo passaggio: mercenari con chi? pastori con chi? Mercenario e pastore, due facce della stessa medaglia. Noi siamo al contempo mercenari e pastori. Indifferenti e attenti, distaccati e coinvolti, insensibili e partecipi. Noi siamo una cosa e l’altra, insieme. Per qualcuno una di queste facce, per qualcun altro il suo contrario. Perché siamo anche mercenari? Perché non conosciamo o non vogliamo conoscere. Quando arrivi a conoscere non puoi starne fuori. È per questo che a volte preferiamo non sapere, non vedere, non sentire. Per non conoscere, per non doverci essere. In questi giorni sono stato tirato dentro ad alcune situazioni, una ragazza giovanissima è incinta, un’anziana donna è in difficoltà abitativa, un giovane uomo si è giocato tutto lo stipendio in un centro scommesse. Puoi starne fuori? Se restano notizie da giornale, forse sì. Ma se questi volti li incontri e li conosci, no. La tentazione è quella di proteggersi, di non farsi coinvolgere. E invece siamo quelli che devono far conoscere Lui, il Signore, facendo sapere chi siamo noi: pastori non mercenari. Il mondo non ci conosce perché non ha conosciuto lui, scrive Giovanni nella sua prima lettera. E noi diciamo che il mondo continuerà a non conoscere Lui se noi non riveliamo che siamo come Lui, che la vita l’ha data. Saremo simili a lui? Domani? Possiamo già cominciare ad assomigliargli, perché aspettare? Nel passo di Atti si fa riferimento alla guarigione di un infermo. Nel nome di Gesù quel tale viene salvato. Cioè? Cos’è successo? È successo che nel nome di Gesù qualcuno fa qualcosa, vede, sente e non ne resta fuori. Non è più Gesù a salvarlo, sono io che essendomi sentito amato da lui, combino qualcosa e non resto blindato nella mia apatia, ibernato nella mia indifferenza.

In questa rubrica:La parola del parroco, In bacheca

II.

Continua a leggere

altri articoli in La parola del parroco
13 ottobre 2025

Domenica 12 ottobre 2025 – XXVIII TOC – Luca 17,11-19

"Andate a presentarvi ai sacerdoti", è l'invito che Gesù rivolge ai dieci lebbrosi che gli chiedono aiuto. "Va', bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito", questo è invece l'invito che il profeta Eliseo fa a Naaman, il comandante dell'esercit

11 ottobre 2025

Domenica 5 ottobre 2025 – XXVII TOC – Luca 17,5-10

Quante volte abbiamo sentito dire, se non l'avessimo detto noi stessi, che Dio, se c'è, sembra, come leggiamo da Abacuc, lo spettatore insensibile e indifferente all'oppressione che attanaglia il mondo, e di quella che, a tratti, raggiunge e devasta anche la nostra vita? "Fino a

28 settembre 2025

Domenica 21 settembre 2025 – XXV TOC – Luca 16,1-13

"Rendi conto della tua amministrazione". Non è scontato saper rendere conto di quello che siamo, di quello che facciamo. Tendenzialmente dissimuliamo, mascheriamo, nascondiamo. Non tutto, non sempre, ma certamente il lato meno nobile, meno limpido, meno chiaro di noi. I semplici

28 settembre 2025

Domenica 28 settembre 2025 – XXV TOC – Luca 16,19-31

"Soffro terribilmente". Di chi sono queste parole? Sono del ricco della parabola e le pronuncia quando la ruota della fortuna non gira più in suo favore. Il nostro dolore non è muto, si fa sentire, quello che soffriamo grida, il nostro patire alza la voce. Ed è giusto così. Il […