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La parola del parrocoIn bacheca

Domenica 21 novembre 2021 – Cristo Re – Giovanni 18,3b-37

Quale verità? Sappiamo quanto sia difficile orientarsi e districarsi nella selva alla ricerca di ciò che possa essere ritenuto vero. Cos'è vero? Dovremmo piuttosto dire: a quale verità mi affido, a quale verità mi consegno. Le verità sono tante perché a produrle è l'uomo, quindi

Quale verità? Sappiamo quanto sia difficile orientarsi e districarsi nella selva alla ricerca di ciò che possa essere ritenuto vero. Cos’è vero? Dovremmo piuttosto dire: a quale verità mi affido, a quale verità mi consegno. Le verità sono tante perché a produrle è l’uomo, quindi è difficile parlare di assoluti in quanto l’uomo è un essere relativo, che può voler dire limitato, marginale rispetto al tutto, incompleto, ma può voler dire anche in relazione e quindi la verità sarà il prodotto del suo essere relativo, in quanto in relazione cioè, in quanto non si basta, come il risultato di un confronto, il frutto del dialogo. Non è relativismo, di quello che genera bieco individualismo, derive possibili e decisamente riconoscibili, in questo, come in ogni tempo. “Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità”. I cristiani sono coloro che nel mondo si fanno discepoli di quella verità che Gesù di Nazareth è venuto a raccontare o meglio ancora, come dice il testo, a testimoniare attraverso coraggiose prese di posizione, decise discese in campo, pagando un prezzo alto per il suo schietto schierarsi contro un sistema, anche religioso, che dava vita ad incomprensibili ingiustizie, ad inammissibili forme di prepotenza e di abuso. Potremmo trattenerci e lungamente per elencare le storie di quanti nel vangelo sono presentate come le vittime di uno strapotere escludente, marginalizzante. Il mondo non è cambiato un granché. Allora anche noi, in quanto discepoli dello stesso Maestro, potremmo cercare la verità e smascherare la menzogna. Ma, scegliere di non essere conniventi con quanti hanno convenienza a far sì che le cose perdurino in un certo stato, non è scontato. Quando parliamo di diritti, se ne parliamo tra l’altro… delle donne visto che si apre la settimana in cui è stata collocata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, se parliamo dei diritti dei minori, dei migranti, degli omosessuali, dei lavoratori, dei poveri… a quale verità ci affidiamo? A quella che ci fa comodo o a quella che ci scomoda? E poi… servire la verità o il vero di ognuno? Questo è il reale dilemma. La verità non può essere un principio che vale per tutti, la verità è un processo che si crea camminando incontro al vero di me e al vero degli altri. Cristo re, è la festa con cui oggi si chiude un altro anno liturgico. Di che re si tratta, di un figlio d’uomo, lo leggiamo dal profeta Daniele, i cui tratti regali si evidenziano nel suo essere per l’uomo. Questo ci fa regali. Cos’altro dovrebbe connotare la nostra regalità? “Dunque tu sei re?” Chiede, tra il curioso e il borioso, Pilato? “Io sono re”. “Tu sei re?”. Diciamolo pure, sì pure noi siamo re, se l’amore che il vangelo ci ispira è l’amore caro di cui siamo disposti a pagare l’alto prezzo.

In questa rubrica:La parola del parroco, In bacheca

II.

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