← La parola del parrocovenerdì 10 giugno 20222 min di lettura
La parola del parrocoIn bacheca

Domenica 5 giugno 2022 – Pentecoste C – Romani 8,8-17

"Voi… non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito". Ma la carne cos'è? È la mia pancia, il mio istinto, l'emozione del momento. È tutto ciò che non filtro attraverso la testa e il cuore. La carne è la mia animalità lasciata allo stato brado, è la brutalità, […]

“Voi… non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito”. Ma la carne cos’è? È la mia pancia, il mio istinto, l’emozione del momento. È tutto ciò che non filtro attraverso la testa e il cuore. La carne è la mia animalità lasciata allo stato brado, è la brutalità, la spontaneismo più triste, l’irruenza a cui non metto le redini. È lasciare l’animale che sono a briglia sciolta perché pascoli nel campo degli altri devastandolo, o scorrazzi indisturbato oltre i confini del suo recinto incurante dei danni che può fare. Carne è sferrare un calcio alla testa di Niccolò Ciatti, come fosse un pallone, in una discoteca spagnola, uccidendolo. Carne è acquistare di un’arma negli Stati Uniti, premeditando uno sterminio dentro a un supermercato frequentato da neri, o dentro un ospedale per colpire un medico che non ti ha curato bene, o una scuola perché sei stato vittima di bullismo, o davanti ad una chiesa. Carne è ingaggiare una guerra per imporre il proprio dominio, è evitare il tavolo del confronto, del dialogo, del compromesso per preferire un estenuante braccio di ferro aspettando che vinca il più forte. Ma carne è anche quell’arroganza sottile che denigra l’altro e non cerca strade per valorizzarlo. Carne è abbandonarsi al lamento continuo che è come un dito perennemente puntato contro chi reputo essere la causa del mio malessere. Carne è anche reagire violentemente al sentirmi senza sosta sotto attacco, è alzare la voce per sovrastare il fastidioso rumore della tua petulante presenza. Carne è contrastare la tua ricerca della felicità perché sembra ostacolare la mia. E quanto lungo potrebbe essere questo elenco? Ognuno di noi potrebbe arricchirlo con una sua personale sfumatura. Paolo nella lettera ai Romani parla di Spirito come della forza che da’ vita ai nostri corpi perché la vita che in essi vibra sia per la giustizia. Cercando, come mi piace fare, il senso delle parole, scopro che ius (giusto, diritto) potrebbe trovare la sua fonte nel sanscrito yoh, salute, la salute della vita e la sua durata. Vuoi vivere, vuoi vivere bene, vuoi vivere a lungo? Persegui la giustizia, cioè abita la vita e le relazioni dandoti delle regole che la governino, la orientino, la conducano, la sottraggano al rischio di abbracciare la morte e di infliggerla a qualcun altro. Sia lo Spirito della Pentecoste, colui che Agostino chiama Maestro interiore, a insegnarmi quello che non so, a ricordarmi quello che ho dimenticato, a rimanere con me quando sono in balia di me stesso, e sia come vento che si abbatte impetuoso e si fa largo, e sia come fuoco che riaccende l’esistenza liberandola dalla mediocrità e dalla meschinità. Sia l’energia che mi fa giusto e allora, come cantiamo nella sequenza, pieghi ciò che è rigido, scaldi ciò che è gelido, raddrizzi ciò che è deviato.

In questa rubrica:La parola del parroco, In bacheca

II.

Continua a leggere

altri articoli in La parola del parroco
13 ottobre 2025

Domenica 12 ottobre 2025 – XXVIII TOC – Luca 17,11-19

"Andate a presentarvi ai sacerdoti", è l'invito che Gesù rivolge ai dieci lebbrosi che gli chiedono aiuto. "Va', bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito", questo è invece l'invito che il profeta Eliseo fa a Naaman, il comandante dell'esercit

11 ottobre 2025

Domenica 5 ottobre 2025 – XXVII TOC – Luca 17,5-10

Quante volte abbiamo sentito dire, se non l'avessimo detto noi stessi, che Dio, se c'è, sembra, come leggiamo da Abacuc, lo spettatore insensibile e indifferente all'oppressione che attanaglia il mondo, e di quella che, a tratti, raggiunge e devasta anche la nostra vita? "Fino a

28 settembre 2025

Domenica 21 settembre 2025 – XXV TOC – Luca 16,1-13

"Rendi conto della tua amministrazione". Non è scontato saper rendere conto di quello che siamo, di quello che facciamo. Tendenzialmente dissimuliamo, mascheriamo, nascondiamo. Non tutto, non sempre, ma certamente il lato meno nobile, meno limpido, meno chiaro di noi. I semplici

28 settembre 2025

Domenica 28 settembre 2025 – XXV TOC – Luca 16,19-31

"Soffro terribilmente". Di chi sono queste parole? Sono del ricco della parabola e le pronuncia quando la ruota della fortuna non gira più in suo favore. Il nostro dolore non è muto, si fa sentire, quello che soffriamo grida, il nostro patire alza la voce. Ed è giusto così. Il […