← La parola del parrocomercoledì 12 febbraio 20202 min di lettura
La parola del parroco

Domenica 9 febbraio 2020 – 5^ TOA – Matteo 5,13-16

Voi siete la luce del mondo che non può restare nascosta, come una città sul monte, come una lampada che non puoi che mettere sul candelabro. Non vorrei imbarcarmi fin da subito in un discorso moralistico ma non possiamo non essere chiari circa il fatto che la luce in noi […]

Voi siete la luce del mondo che non può restare nascosta, come una città sul monte, come una lampada che non puoi che mettere sul candelabro. Non vorrei imbarcarmi fin da subito in un discorso moralistico ma non possiamo non essere chiari circa il fatto che la luce in noi sorge come l’aurora e brilla in noi come in pieno pomeriggio se la nostra è vita plasmata da gesti chiari di condivisione, di ospitalità, di solidarietà. Parole che puzzano di comunismo potrebbe dire qualcuno, e se invece profumassero di vangelo? Nel leggere Isaia ci sembra di mettere gli occhi sulla pagina del vangelo di Matteo (siamo al capitolo 25) dove in modo lapidario si dice che c’è salvezza là dove chi ha fame mangia, chi ha sete beve, chi è nudo si veste, chi è straniero trova terra e casa, chi è malato è curato, chi è in carcere non è lasciato solo. Essere protagonisti del riscatto dei fratelli che sono nell’indigenza fa brillare la vita, fa sorgere la luce. Nient’altro se non questo. E il sapore all’esistenza lo offre quell’apertura del cuore che non abbandona nessuno al suo triste destino ma l’assume con responsabilità perché la vita piena dell’altro è obiettivo che non posso non perseguire. La diagnosi che fanno a tanti è: affetto da narcisismo egoista. È proprio il fatto che non ci sia nessuno di cui curarsi, oltre se stessi naturalmente, che finisce per svuotare di sapore la vita, che la rende insipida, che l’ammala. Ah! La buona notizia sarebbe questa? Che devo occuparmi della vita degli sfigati? Non basta sudare per la propria? Bastarsi! Basto io! Che triste prospettiva. È vero, l’altro mi scomoda, mi infastidisce, mi irrita, mi fa arrabbiare. E allora? Lo elimino? La luce spunta soltanto nell’incontro, nell’essere con te, nell’esserci per te. Diversamente dilagano le tenebre, si inspessiscono le ombre, si infittiscono le nebbie. Nessuna garanzia di vita comoda, felice sì pero! Paolo che scrive ai Corinzi ricorda che la luce posta sul candelabro è Cristo stesso, ma crocifisso. L’aver così dilatato la vita perché comprendesse la vita di tutti ne ha fatto il più luminoso dei fari. Sulle vette dei nostri monti sono infisse infinite croci. Non sono il segno dell’orgoglio cattolico, sono piuttosto il segno che la luce abita il mondo quando le braccia si allargano, si tendono e non restano conserte e chiuse in quell’abbraccio mortifero che coccola se stessi. Il vangelo di Gesù ci renda protagonisti coraggiosi di altruismo. Nel foglio parrocchiale di questa domenica trovate pubblicizzata un’iniziativa che terremo qui sul sagrato della nostra chiesa, ma aperta alla comunità senza etichette. Il 28 febbraio sarà l’occasione per tornare a riflettere sulla condizione di uomini e popoli in fuga che non incontrano accoglienza. Anche qui, discorsi di una sinistra clericale, o vangelo che domanda di essere preso sul serio?

In questa rubrica:La parola del parroco

II.

Continua a leggere

altri articoli in La parola del parroco
13 ottobre 2025

Domenica 12 ottobre 2025 – XXVIII TOC – Luca 17,11-19

"Andate a presentarvi ai sacerdoti", è l'invito che Gesù rivolge ai dieci lebbrosi che gli chiedono aiuto. "Va', bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito", questo è invece l'invito che il profeta Eliseo fa a Naaman, il comandante dell'esercit

11 ottobre 2025

Domenica 5 ottobre 2025 – XXVII TOC – Luca 17,5-10

Quante volte abbiamo sentito dire, se non l'avessimo detto noi stessi, che Dio, se c'è, sembra, come leggiamo da Abacuc, lo spettatore insensibile e indifferente all'oppressione che attanaglia il mondo, e di quella che, a tratti, raggiunge e devasta anche la nostra vita? "Fino a

28 settembre 2025

Domenica 21 settembre 2025 – XXV TOC – Luca 16,1-13

"Rendi conto della tua amministrazione". Non è scontato saper rendere conto di quello che siamo, di quello che facciamo. Tendenzialmente dissimuliamo, mascheriamo, nascondiamo. Non tutto, non sempre, ma certamente il lato meno nobile, meno limpido, meno chiaro di noi. I semplici

28 settembre 2025

Domenica 28 settembre 2025 – XXV TOC – Luca 16,19-31

"Soffro terribilmente". Di chi sono queste parole? Sono del ricco della parabola e le pronuncia quando la ruota della fortuna non gira più in suo favore. Il nostro dolore non è muto, si fa sentire, quello che soffriamo grida, il nostro patire alza la voce. Ed è giusto così. Il […