← La parola del parrocomercoledì 12 ottobre 20223 min di lettura
La parola del parrocoIn bacheca

Domenica 9 ottobre 2022 – XXVIII TOC – Luca 17,11-19

Gesù è in cammino verso Gerusalemme, la città di Dio, il cuore dell'esperienza religiosa. Ma per arrivarci deve attraversare la Samaria e la Galilea, le terre dei lontani, le periferie, i luoghi abitati da chi rende culto a Dio su un altro monte, non il Sion ma il Garizim, i […]

Gesù è in cammino verso Gerusalemme, la città di Dio, il cuore dell’esperienza religiosa. Ma per arrivarci deve attraversare la Samaria e la Galilea, le terre dei lontani, le periferie, i luoghi abitati da chi rende culto a Dio su un altro monte, non il Sion ma il Garizim, i luoghi da cui non può venire niente di buono, lo diranno anche di Gesù: “Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?”. Dai margini al cuore, dalla periferia al centro. Ma non si tratta solo di geografia, di spostamenti fisici, è piuttosto il viaggio di ciascuno in perenne ricerca di accoglienza, in uscita da un anonimato escludente, da un rifiuto che grava. E Gesù è lì, mi incrocia nei sentieri contorti e dissestati del mio vagare, spesso lontano dal centro e incapace di riorientarvi la mia bussola. Chi sono quei dieci lebbrosi? Siamo noi o più precisamente quel che non ci piace di noi e quel che di noi gli altri non accolgono e tengono a bada, distante. Cosa ci pesa di più se non sopportare l’esclusione, la marginalità, l’indifferenza? Mi colpisce il fatto che quei dieci si fermano a distanza, non azzardano avvicinarsi. È come stessero loro stessi rifiutando se stessi, è come non fossero capaci di accogliersi, di piacersi. Sono quel noi che non si accetta. Gridano per superare la distanza abissale, non tanto e non solo, tra loro e gli altri, ma tra l’io reale, che rifiutano, e l’io ideale, che sognano. Quanto soffriamo per adeguare il reale all’ideale se il reale di noi è messo sotto giudizio? Tanto, a volte troppo! Gesù spedisce quei dieci dai sacerdoti, da coloro che abitano il tempio, il luogo di Dio. Dio, il grembo che riaccoglie, non il dito puntato contro, non la porta sbarrata, non il passaggio ostruito. E questo volto di Dio che Gesù è venuto a raccontarci, a svelarci, ci riconcilia pian piano e finalmente con noi stessi. Andando verso lui che è misericordia ritroviamo noi stessi facendoci largo fra la selva delle nostre miserie. Andando: la meta è la via, lo dice la sapienza orientale. Il viaggio verso Dio guarisce l’io. La misericordia guarisce la miseria. Siamo sbagliati? Siamo amati! È l’amore, non il giudizio, a farci giusti. Lo capissimo per noi e per quanti vagano lontano e aspettano soltanto che un varco si apra per imboccare la strada per riporta al centro, al cuore. Ma veniamo, per finire, al solo che torna a rendere lode a Dio. È l’unico davvero guarito. Gli altri nove sono quelli che non hanno capito cosa sia davvero successo. È così? È l’unica figura positiva quel tale? Gesù gli chiede dove siano gli altri nove. Sembra riecheggi la domanda che Dio fa a Caino, dov’è tuo fratello? Anche noi siamo qui a fare eucarestia, a dire grazie per quel vangelo che ci riconsegna a noi un pochino più liberi. Ma il compito è un altro. Alzati e va’! gli dice Gesù, cerca nella vita gli altri nove, sono loro quelli a cui devi tornare per dire insieme grazie, per celebrare la vita dove scorre. 

In questa rubrica:La parola del parroco, In bacheca

II.

Continua a leggere

altri articoli in La parola del parroco
13 ottobre 2025

Domenica 12 ottobre 2025 – XXVIII TOC – Luca 17,11-19

"Andate a presentarvi ai sacerdoti", è l'invito che Gesù rivolge ai dieci lebbrosi che gli chiedono aiuto. "Va', bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito", questo è invece l'invito che il profeta Eliseo fa a Naaman, il comandante dell'esercit

11 ottobre 2025

Domenica 5 ottobre 2025 – XXVII TOC – Luca 17,5-10

Quante volte abbiamo sentito dire, se non l'avessimo detto noi stessi, che Dio, se c'è, sembra, come leggiamo da Abacuc, lo spettatore insensibile e indifferente all'oppressione che attanaglia il mondo, e di quella che, a tratti, raggiunge e devasta anche la nostra vita? "Fino a

28 settembre 2025

Domenica 21 settembre 2025 – XXV TOC – Luca 16,1-13

"Rendi conto della tua amministrazione". Non è scontato saper rendere conto di quello che siamo, di quello che facciamo. Tendenzialmente dissimuliamo, mascheriamo, nascondiamo. Non tutto, non sempre, ma certamente il lato meno nobile, meno limpido, meno chiaro di noi. I semplici

28 settembre 2025

Domenica 28 settembre 2025 – XXV TOC – Luca 16,19-31

"Soffro terribilmente". Di chi sono queste parole? Sono del ricco della parabola e le pronuncia quando la ruota della fortuna non gira più in suo favore. Il nostro dolore non è muto, si fa sentire, quello che soffriamo grida, il nostro patire alza la voce. Ed è giusto così. Il […