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Epifania del Signore – Mercoledì 6 gennaio 2021 – Matteo 2,1-12

Ho avuto di recente l'occasione di leggere un bellissimo articolo di Teresa Bartolomei, docente di teologia a Lisbona. Sensibili all'umano è il titolo del suo testo. Molto di quello che dirò è ispirato alle sue intuizioni. "Dov'è colui che è nato?", chiedono degli stranieri che v

Ho avuto di recente l’occasione di leggere un bellissimo articolo di Teresa Bartolomei, docente di teologia a Lisbona. Sensibili all’umano è il titolo del suo testo. Molto di quello che dirò è ispirato alle sue intuizioni. “Dov’è colui che è nato?”, chiedono degli stranieri che vengono da Oriente. Lo chiedono a quanti abitano a Gerusalemme, a gente che non si è fatta la stessa domanda pur abitando a pochi chilometri da Betlemme (circa 10), il luogo in cui, si legge dal profeta Michea, uscirà un capo, il pastore di Israele. La risposta la conoscono ma sappiamo quanto siano più importanti le domande delle risposte. Noi purtroppo, e spesso, ci facciamo bastare le risposte. Ma le risposte ti rubano il cammino, quello che invece le domande attivano e generano. La conoscete, credo, quella perla di saggezza che troviamo al capitolo XXIII de Il piccolo principe di Saint Exupery: “”Buon giorno”, disse il piccolo principe. “Buon giorno”, disse il mercante. Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere. “Perchè vendi questa roba?” disse il piccolo principe. “E’ una grossa economia di tempo”, disse il mercante. “Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantatrè minuti la settimana”. “E che cosa se ne fa di questi cinquantatrè minuti?” “Se ne fa quel che si vuole…” “Io”, disse il piccolo principe, “se avessi cinquantatrè minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana.”. “Dov’è colui che è nato?”. Abbiamo fra le mani la risposta ma non abbiamo più le domande e allora la risposta a cosa serve, che ce ne facciamo? Il tragitto sarebbe perfino breve tra le risposte e le domande ma noi forse dobbiamo compierlo a ritroso rispetto al come dei Magi. Dalle risposte per andare alle domande e chiederci se la risposta: Gesù è generata da una domanda su Gesù. Non so se mi sto facendo capire. Torno al Piccolo Principe. Se la risposta è acqua, la domanda è sete? A quale mia domanda risponde Gesù? La festa di oggi è l’occasione per dirci che il cammino dalle domande alle risposte o dalle risposte alle domande lo facciamo insieme e magari insieme ai soggetti più improbabili. La Bartolomei che citavo all’inizio scrive: “La prima proclamazione… della regalità divina di Cristo… sgorga dalla bocca di un convoglio di stranieri”. Nei doni che lasciano raccontano chi è quel bambino che hanno scovato inseguendo uno stella. L’oro perché è il re, l’incenso perché è Dio, la mirra perché è uomo. Ascoltare chi viene da fuori, da lontano, dalle periferie della verità. Quante volte possiamo aver perso l’opportunità di accompagnare a Betlemme chi aveva chiesto informazioni, senza rendersi conto che stava dando loro la notizia decisiva della loro vita? (o della propria!?). Quante volte il cristiano ha lasciato l’altro solo nella sua ricerca ed è rimasto nella sua Gerusalemme, all’ombra dei suoi riti, delle sue devozioni, delle sue risposte (senza domande), invece di rimettersi in viaggio, invece di esplorare la strada aperta dalle domande di altri. “Quanti cristiani seri prendono sul serio le stelle? Si domanda la Bartolomei. Quanti cristiani danno ascolto a frivolezze come le poesie, le canzonette, i film, i romanzi, gli arzigogoli lunatici dei filosofi, i fumetti, il rap e la street art, l’opera e la breakdance, la Biennale di Venezia, le decine di eteronomi di Fernando Pessoa? Quanti segni della presenza de Regno di Dio nella storia abbiamo perso così, rifiutandoci di ascoltare chi guarda le stelle? Quante volte abbiamo lasciato che Gesù nascesse a Betlemme, alle porte della nostra Gerusalemme, del nostro presidio religioso, senza rendercene conto? Perché non avventurarci insieme a inusuali compagni sulla strada che va da Gerusalemme a Betlemme o viceversa, per una scoperta comune, per un tentativo di mutua donazione di senso. Chissà da quale cilindro potrebbe uscire la verità, magari non dal nostro!

In questa rubrica:La parola del parroco, In bacheca

II.

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