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Commento domenicale

Commento domenicale 18/10/2026

18/10/2026 Domenica XXIX T.O.A ".. Di chi è questa immagine?.. Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio." (Mt.22,15-21) Il potere, dello stato e della politica, non può essere annullato nei vaneggiamenti di una teocrazia in cui un altare dive

18/10/2026  Domenica XXIX  T.O.A

 “.. Di chi è questa immagine?.. Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.”  (Mt.22,15-21)

Il potere, dello stato e della politica, non può essere annullato nei vaneggiamenti di una teocrazia in cui un altare diventa anche il trono. Ma anche il potere politico sulle società, ha dei limiti invalicabili: deve rispettare la dignità della persona e l’autonomia delle coscienze.

Nessuna legge può giustificare un crimine. E sul piano della responsabilità personale non sono giustificati i responsabili materiali dei delitti, violenze o peggio ancora stragi o genocidi perché obbedivano a degli ordini. L’obbedienza ad un ordine non cancella la responsabilità personale. Ancora oggi nelle guerre del nostro tempo, altri soldati giustificano i propri crimini con le stesse parole usate dai soldati tedeschi responsabili delle stragi naziste durante la Seconda guerra mondiale: “Obbedivamo agli ordini.”

E’ la perdita del profondo senso di umanità.       

Anche oggi viviamo in un mondo confuso: “Cosa dobbiamo a Cesare?” E Fino a che punto è lecito obbedire agli uomini quando i loro ordini contrastano con la coscienza e con il bene della persona?

I vescovi tedeschi sono intervenuti più volte contro quei partiti che negano il principio di pari dignità di tutti gli esseri umani.

E’ un richiamo importante, la dignità umana non può dipendere dalle convenienze politiche o dal consenso della maggioranza.

Il pensiero religioso viene spesso considerato irrilevante per la vita, come se non avesse nulla da dire sulle scelte personali, sulla giustizia e sul rispetto degli altri.

Quando vengono meno i riferimenti morali condivisi, si rischia di considerare giusto ciò che pensiamo noi, o, peggio ancora, ciò che pensa la maggioranza. Ma né le nostre convinzioni né il consenso di molti sono, da soli, una garanzia di verità e di giustizia.

E dobbiamo anche riconoscere, con umiltà, che non sempre siamo capaci di vedere con chiarezza ciò che ci abita dentro. A volte proprio ciò che ci è più vicino, i nostri pregiudizi e le nostre contraddizioni, è ciò che facciamo più fatica a riconoscere

Questo vale per tutti, anche per chi scrive e per chi legge.

Oggi la parola di Gesù, non ci invita soltanto a distinguere ciò che appartiene a Cesare da ciò che appartiene a Dio. Ci ricorda anche che nessun potere umano può pretendere di essere assoluto e che nessuna autorità può cancellare la responsabilità della propria coscienza davanti a Dio.

Buona Domenica.

In questa rubrica:Commento domenicale

II.

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