← Commento domenicalemercoledì 31 gennaio 20182 min di lettura
Commento domenicale

Commento domenicale 04/02/2018

"guari' molti malati" Mc. 1,29-39 Un terzo circa del Vangelo parla di Gesù che si prende cura dei malati. La venuta di Gesù ha portato una grande novità; un tempo si pensava che la malattia fosse in qualche modo legata al peccato, quindi

“guari’ molti malati” Mc. 1,29-39
Un terzo circa del Vangelo parla di Gesù che si prende cura dei malati. La venuta di Gesù ha portato una grande novità; un tempo si pensava che la malattia fosse in qualche modo legata al peccato, quindi ad un intervento diretto divino; ora con Gesù prima della legge, prima del peccato, viene l’uomo, Gesù è morto in croce per condividere, da vero uomo, l’assurdità del male.
Nel Vangelo di Giovanni si legge che quando i discepoli vedono un uomo “cieco dalla nascita” chiedono a Gesù se “ha peccato lui o i suoi genitori perché sia nato cieco” (Gv.9, 1-3). Gesù con la sua risposta esclude categoricamente alcun collegamento tra infermità sofferenza e peccato “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio” (Gv.9,3). Escludendo la relazione peccato-castigo divino Gesù esclude altrettanto categoricamente qualsiasi intervento di Dio nella malattia.
Gesù non chiede agli infermi di accettare la loro malattia, di offrire a Dio le proprie sofferenze per salvare l’umanità peccatrice, ma lui si offre al malato per curarlo e guarirlo “guarì molti malati”. Gesù semplicemente guarisce. IL BENE DELL’UOMO è per Gesù perfino più importante dell’ubbidienza alla legge divina, il sabato, (divina perché Dio stesso ha voluto e rispettato il sabato) e per restituire vita agli infermi Gesù ha messo in pericolo la sua: “Per questo i Giudei cominciarono a perseguitare Gesù, perché faceva tali cose di sabato” (Gv 5,16).
E noi cosa possiamo fare? Sappiamo che il malato ha bisogno di cure, ma anche di speranza e di amore, non bisogna lasciare il malato nella solitudine; il giudizio finale sarà anche su questo: “Ero malato e mi avete visitato”: come cristiani dobbiamo farlo, non è un favore che ci viene chiesto: è un dovere. Altra cosa che può fare il malato è pregare “La preghiera è la migliore arma che abbiamo” ha detto Papa Francesco e pure noi dobbiamo pregare per loro “Signore colui che ami è malato!”.
Buona Domenica

In questa rubrica:Commento domenicale

II.

Continua a leggere

altri articoli in Commento domenicale
20 ottobre 2026

COMMENTO DOMENICALE 25/10/2026

25/10/2026 XXX Domenica T.O. anno A Il mondo omosessuale Qui di seguito un interessante spunto di riflessione, a partire dalla Genesi, tratto da uno studio di una tradizione orale rabbinica, "..Si noti però che, confrontando queste interpretazioni giudaiche (Talmud babilonese)

17 ottobre 2026

Commento domenicale 18/10/2026

18/10/2026 Domenica XXIX T.O.A ".. Di chi è questa immagine?.. Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio." (Mt.22,15-21) Il potere, dello stato e della politica, non può essere annullato nei vaneggiamenti di una teocrazia in cui un altare dive

9 ottobre 2026

Commento domenicale 18/10/2026

18/10/2026 DOMENICA XXIV T.O. anno A L'Eucarestia per i cattolici e per i luterani e per Calvino. (A volte il contrasto terminologico è minimo, ma diventa sostanziale nella realtà.) Per la liturgia luterana classica, Cristo è realmente presente nell'Eucarestia insieme al p

6 ottobre 2026

Commento domenicale 11/10/2026

11/10/2026 XXVIII Domenica T.O. anno A "L'uomo non è mai una cosa". Da "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria, a.d. 1764. Nonostante le contrapposizioni politiche c'è ancora una barbarie "quotidiana", l'orrore della "pena di morte", che accumuna stati molto diversi