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Commento domenicale

Commento domenicale 05/06/2022

LA DIFFERENZA CRISTIANA Che la guerra in Ucraina porti con sé divisioni e reazioni contradditorie, confronti a volte aspri in molti settori della cultura era inevitabile. Che venga meno la coscienza cristiana a confrontarsi col Vangelo, quasi ad oscurarsi, colpisce, e destano stu

LA DIFFERENZA CRISTIANA

Che la guerra in Ucraina porti con sé divisioni e reazioni contradditorie, confronti a volte aspri in molti settori della cultura era inevitabile. Che venga meno la coscienza cristiana a confrontarsi col Vangelo, quasi ad oscurarsi, colpisce, e destano stupore e fa impressione che fedeli e vescovi ucraini abbiano espresso con decisione il loro dissenso dalla decisione di Papa Francesco di far portare la croce a una donna ucraina e a una russa durante la Via Crucis al Colosseo. Ora non si tratta di giudicare o di non voler separare il giusto dall’ingiusto, la vittima dall’aggressore. Dobbiamo astenerci dall’odio, come sempre avviene nelle guerre: come possiamo affermare che tutti sono responsabili delle decisioni assunte legittimamente dagli organi che li rappresentano? Come negare la compassione per quei soldati russi (diciottenni) e le loro famiglie, mandati al macello senza saper per chi e perché? La differenza cristiana sta appunto del definire la responsabilità e la coscienza al singolo e non ritenerlo responsabile del collettivo. Il Signore è stato chiaro: “allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.” (Mt 16,27) Come non pensare a San Paolo “Qui non vi è greco o giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto in tutti.”

Lutti e sofferenze sono per entrambi i popoli, allora perché non pregare insieme “Padre nostro che sei nei cieli.. rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”?  Può la coscienza cristiana oscurarsi fino a negare che si possa pregare insieme?  

Buona domenica

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