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Commento domenicale

Commento domenicale 07/12/2025

I riti delle esequie: la veglia funebre. La veglia funebre è un tempo sospeso in cui il dolore prende forma, ma anche il ricordo inizia a trasformarsi in presenza interiore. I Vangeli non presentano mai Gesù presente a un funerale, anzi

 La veglia funebre è un tempo sospeso in cui il dolore prende forma, ma anche il ricordo inizia a trasformarsi in presenza interiore.

I Vangeli non presentano mai Gesù presente a un funerale, anzi piuttosto fa resuscitare i morti stessi. Nella Veglia occorre, al di là delle parole per la vita di chi ha lasciato, le poesie e i racconti con le musiche, esprimere il significato cristiano delle esequie: la resurrezione del corpo, la speranza di una vita oltre questa vita. Diventa un’occasione di evangelizzazione di fronte a una spesso improvvisata assemblea, soprattutto nei funerali, nell’attuale contesto di post-cristianità dove sono presenti anche molte persone che di solito non mettono piede in Chiesa. La morte scuote tutte le nostre certezze, lascia muti e suscita nel segreto dei cuori le fondamentali domande sul mistero di questa vita. Occorre interpretare il dolore umano e nello stesso tempo risvegliare e confortare quella segreta speranza cristiana della vita che non muore. 

Il Rosario, che un tempo si recitava nella casa del defunto, non è più la preghiera della famiglia riunita la sera, e la semplice ripetizione di Ave Maria per le nuove generazioni potrebbe rischiare di non favorire un vero momento di preghiera.

Buona domenica

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