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Commento domenicale

Commento domenicale 18/11/2018

DOMENICA XXXIII T.O. anno B "In quei giorni … il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore.. Allora vedranno il figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria." (Mc. 13,24-32) In ogni epoca c'è stato qualcuno che ha sventolato questa pagina del Vang

DOMENICA XXXIII T.O. anno B

“In quei giorni … il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore.. Allora vedranno il figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.”
(Mc. 13,24-32)

In ogni epoca c’è stato qualcuno che ha sventolato questa pagina del Vangelo alimentando psicosi e angoscia specialmente in certi epoche come il passaggio da un millennio. Così fu nel passaggio dall’anno mille anche se nessuno sapeva con quale calendario doveva succedere, infatti in Italia c’erano cinquanta calendari.
Per gli ebrei, che non ragionavano per categorie metafisiche, la fine del mondo non era un momento cronologico, un dato assoluto dopo di che il nulla o l’eternità, ma piuttosto pensavano alla fine di un mondo. Dirà Gesù “Non passerà questa generazione prima che queste cose siano avverate.” Si è sbagliato? No, non passò infatti quella generazione che il mondo ebraico com’era conosciuto dai suoi ascoltatori passasse tragicamente con la distruzione di Gerusalemme e con la seconda e terza rivolta giudaica. Dei 4,5 milioni di ebrei in Palestina ne morirono oltre due milioni. Per gli ebrei fu la fine di un mondo. Per noi più che Dio dobbiamo temere noi stessi infatti l’uomo moderno, come definito da Vittorino Andreoli (psichiartra e giornalista scrittore) “homo stupidus stupidus”, è capace di modificare la natura, così come di porre fine alla storia.
Buona domenica

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II.

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