← Commento domenicalevenerdì 17 gennaio 20252 min di lettura
Commento domenicale

Commento domenicale 19/01/2025

19/01/2025 Domenica II T.O. C IL CRISTIANESIMO NON FA CHE RINASCERE Col nome di laici … si intendono tutti i fedeli, a loro modo resi partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, che per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria

19/01/2025  Domenica  II T.O.  C

Col nome di laici … si intendono tutti i fedeli, a loro modo resi partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, che per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano. (Costituzione Lumen Gentium)

“Nella Chiesa il ministero è di qualcuno, il sacerdozio di tutti.” (Giuliano Zanchi teologo)   

… perché allora nella Chiesa non sentirsi tutti dei “fedeli” e abbandonare la parola “laico” opposta a “clero” per sentirsi tutti “Christifideles”, quei servi inutili che servono allo stesso scopo: la venuta del regno di Dio?         

I “laici e laiche” non hanno mai avuto autonomia propria all’interno della comunità ecclesiale, ma dipendono in tutto e per tutto da una visione ecclesiologica, che vede i chierici e solo loro, tenere le redini della chiesa: ma oggi si parla di “Sinodalità”. 

La Chiesa riscopre il concetto di “Sinodalità” come un nuovo modo di lavorare, operare, in un mondo in veloce evoluzione e dove nulla è come prima, dove la corresponsabilità non diventa un optional, ma una precisa direttiva. Non è un percorso facile perché nella mentalità di tutti prevale sempre l’aspetto funzionale e collaborativo col sacerdote che dà le direttive a discapito della corresponsabilità nelle decisioni da prendere, perché è più facile obbedire piuttosto che accettare corresponsabilità, la continua formazione, l’attenzione alla realtà parrocchiale, sentire come diceva Papa Francesco, e vale per tutti i cristiani, non solo per i presbiteri, “l’odore delle pecore”, degli ultimi.   

Occorre un cambiamento di mentalità e ora, dopo il Sinodo dei vescovi del 2022-24, viviamo una forma sperimentale.      

E c’è sempre il rischio di un clericalismo di ritorno che favorisce il legarsi alle cose “antiche” che rassicurano e delegittimano ogni corresponsabilità.

Occorre coinvolgere i giovani che non vanno più in chiesa, ma che hanno pur sempre una sensibilità spirituale, sono alla ricerca di senso.

E le donne? Nonostante le aperture di Papa Francesco le donne soffrono di un debito di ascolto nel clero e, come sempre nella Chiesa, siamo in attesa di dar ascolto alle voci profetiche.   

Buona domenica   

In questa rubrica:Commento domenicale

II.

Continua a leggere

altri articoli in Commento domenicale
20 ottobre 2026

COMMENTO DOMENICALE 25/10/2026

25/10/2026 XXX Domenica T.O. anno A Il mondo omosessuale Qui di seguito un interessante spunto di riflessione, a partire dalla Genesi, tratto da uno studio di una tradizione orale rabbinica, "..Si noti però che, confrontando queste interpretazioni giudaiche (Talmud babilonese)

17 ottobre 2026

Commento domenicale 18/10/2026

18/10/2026 Domenica XXIX T.O.A ".. Di chi è questa immagine?.. Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio." (Mt.22,15-21) Il potere, dello stato e della politica, non può essere annullato nei vaneggiamenti di una teocrazia in cui un altare dive

9 ottobre 2026

Commento domenicale 18/10/2026

18/10/2026 DOMENICA XXIV T.O. anno A L'Eucarestia per i cattolici e per i luterani e per Calvino. (A volte il contrasto terminologico è minimo, ma diventa sostanziale nella realtà.) Per la liturgia luterana classica, Cristo è realmente presente nell'Eucarestia insieme al p

6 ottobre 2026

Commento domenicale 11/10/2026

11/10/2026 XXVIII Domenica T.O. anno A "L'uomo non è mai una cosa". Da "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria, a.d. 1764. Nonostante le contrapposizioni politiche c'è ancora una barbarie "quotidiana", l'orrore della "pena di morte", che accumuna stati molto diversi