← Commento domenicalemartedì 14 ottobre 20252 min di lettura
Commento domenicale

Commento domenicale 19/10/2025

XXIX Domenica T.O. C In quel tempo Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: … (Lc 18,1-8) Dove sei Signore? Viviamo un momento storico moderno confusi nell'etere, attratti dal buon senso delle logiche ineccep

Dove sei Signore?

Viviamo un momento storico moderno confusi nell’etere, attratti dal buon senso delle logiche ineccepibili, scientifiche o meno, al punto che non riusciamo a cogliere e poi vivere o solo vedere la profondità e la bellezza del messaggio cristiano.

Pregare è abitare la vita con consapevolezza stando dentro una relazione, quella con Dio, quella con se stessi, quella con gli altri.

Pregare ti fa sentire meno solo, pregare è come parlare con qualcuno, è sentire il Signore vicino. Puoi sempre pregare, con la voce, col pensiero, col cuore. Pregare è abbandonare ogni forma di arroganza, è vivere un atteggiamento di culto, di umiltà, di fiducia, di speranza, è abbandonarsi e ringraziare Dio del nulla che siamo è chiedere aiuto per me per qualcuno o anche per tutti.

Signore non pretendiamo nemmeno di comprendere cosa succede quando preghiamo, a noi piace credere che se bussi ti sarà aperto e se cerchiamo troveremo, perché Signore non siamo solo spirito, ma anche carne e sangue che scorre, vedi noi te lo chiediamo ogni giorno: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.

I milioni di Ebrei, uccisi nei campi di concentramento, pregavano sapendo che non sarebbe cambiato nulla per loro, come scriveva Etty Hillesum dal campo di concentramento di Auschwitz: “Si mio Dio, sembra che tu non possa fare molto per modificare le circostanze attuali, ma anch’esse fanno parte di questa vita. … E quasi ad ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi.”

Qualche volta però succedono anche i miracoli, noi ci crediamo e anche per questo continuiamo a pregare ed è inutile che qualcuno ci dica che tanto non serve perché non succede nulla o peggio ancora che i miracoli non avvengono. Senza credere, senza pregare, il mondo sarebbe peggiore e la nostra vita senza l’ancora di salvezza che è il Signore con noi, sarebbe una violenza.    

Buona domenica.

In questa rubrica:Commento domenicale

II.

Continua a leggere

altri articoli in Commento domenicale
20 ottobre 2026

COMMENTO DOMENICALE 25/10/2026

25/10/2026 XXX Domenica T.O. anno A Il mondo omosessuale Qui di seguito un interessante spunto di riflessione, a partire dalla Genesi, tratto da uno studio di una tradizione orale rabbinica, "..Si noti però che, confrontando queste interpretazioni giudaiche (Talmud babilonese)

17 ottobre 2026

Commento domenicale 18/10/2026

18/10/2026 Domenica XXIX T.O.A ".. Di chi è questa immagine?.. Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio." (Mt.22,15-21) Il potere, dello stato e della politica, non può essere annullato nei vaneggiamenti di una teocrazia in cui un altare dive

9 ottobre 2026

Commento domenicale 18/10/2026

18/10/2026 DOMENICA XXIV T.O. anno A L'Eucarestia per i cattolici e per i luterani e per Calvino. (A volte il contrasto terminologico è minimo, ma diventa sostanziale nella realtà.) Per la liturgia luterana classica, Cristo è realmente presente nell'Eucarestia insieme al p

6 ottobre 2026

Commento domenicale 11/10/2026

11/10/2026 XXVIII Domenica T.O. anno A "L'uomo non è mai una cosa". Da "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria, a.d. 1764. Nonostante le contrapposizioni politiche c'è ancora una barbarie "quotidiana", l'orrore della "pena di morte", che accumuna stati molto diversi