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Commento domenicale

Commento domenicale 22/03/2026

22/03/2026 V Domenica di Quaresima anno A "..Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betania distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello." (Gv 11,1-45) Lazz

22/03/2026   V   Domenica  di Quaresima    anno A

Lazzaro è morto, una realtà che diceva San Francesco  “nullo homo vivente può skappare”.

Certamente non sapere come programmarla nei tempi e nei modi porta con sé una carica di ignoto e di paura. Certa filosofia arriva a dire che non esiste la morte perché dove c’è vita non c’è la morte e dove c’è la morte non c’è coscienza di nulla, per cui la morte non è un male.

Forse è tutto vero, ma non è questa l’unica morte che sperimentiamo nella vita; diceva in una canzone Gianni Bella: “non si può morire dentro e morivo senza te..”. C’è allora anche un’altra morte che può avvenire, ogni giorno.

Lazzaro è morto e poi risorto, forse Gesù voleva dirci che anche noi, anche se morti “nel cuore”, nello spirito, possiamo .. rivivere la risurrezione del cuore e tornare a sperare. Non dobbiamo morire prima di morire e non ci sono ragioni di sorta, dobbiamo lottare per la vita perché c’è! la risurrezione del cuore. Ci sono situazioni difficili lo sappiamo in cui non si è in grado di fare niente neppure di pregare, si è come Lazzaro nella tomba. Bisogna che altri, che noi, facciamo qualcosa per loro. Un giorno Gesù disse ai discepoli, ma lo dice anche ad ognuno di noi: “Guarite gli infermi, risuscitate i morti” (Mt 10,8). Dobbiamo anche noi essere come quel padre del “figliol prodigo” che sa essere ancora una volta accogliente: ”Egli era morto ed è tornato in vita”  (Lc 15,32). Tra le opere di misericordia adesso sappiamo che c’è anche quella di “risuscitare i morti”.

Buona domenica

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II.

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