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Commento domenicale

Commento domenicale 23/04/2023

III DOMENICA DOPO PASQUA anno A "Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo." (Lc 24,13-35) Il racconto dei discepoli di Emmaus, che facevano parte del gruppo della prima Chiesa, è ripercorre la nostra storia. Non bastavano

III  DOMENICA DOPO PASQUA  anno A

“Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.”  (Lc 24,13-35)

Il racconto dei discepoli di Emmaus, che facevano parte del gruppo della prima Chiesa, è ripercorre la nostra storia. Non bastavano più i fatti e le parole, di Gesù avevano sentito e visto tutto, ma si allontanavano da quella storia: è stato bello ed è tutto finito. Qualcosa però in loro viveva, discutevano di quell’esperienza, litigavano con la voglia di sfogarsi e di buttare fuori quell’amarezza e scontentezza. I loro occhi erano impediti a riconoscerlo, ma non erano soli, Gesù in persona camminava con loro.  

Molte volte le inevitabili difficoltà personali o le vicende spesso drammatiche della storia attorno a noi o anche solo le incongruenze nella Chiesa ci allontanano dal Signore, e ci chiediamo “Dove sei Signore?” e non ci accorgiamo che Gesù è sempre lì accanto a noi che cammina al nostro passo senza dire niente.   

Il Signore non può modificare il corso della nostra storia e riconoscere il Signore accanto noi è tutto il senso della nostra fede, ma non sempre è facile vivere la fede e mettersi alla sequela di Gesù. Certamente lo sapeva Etty Hillesum, giovane ebrea morta a 29 anni ad Auschwitz vivendo nel mezzo dell’assurdità del male, in un vuoto tutto attorno, incapace di dare un qualche senso alla vita.

Qui di seguito una sua stupefacente preghiera: “L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi, mio Dio. Si mio Dio, sembra che tu non possa fare molto per modificare le circostanze attuali, ma anch’esse fanno parte di questa vita. Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai tu a dichiarare responsabili noi. E quasi ad ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: tu non puoi aiutarci, ma tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi.

Signore resta con noi quando nella nostra vita si fa sera.

Buona domenica

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II.

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